Il risiko bancario italiano continua a intensificarsi, alimentato da nuove mosse strategiche tra i principali istituti di credito. A scendere in campo, stavolta, è il Crédit Agricole, che starebbe - secondo quanto riferito da Bloomberg - valutando di aumentare la propria partecipazione in Banco BPM. La banca francese detiene attualmente una quota del 22,9%, risultando il principale azionista dell'istituto milanese ed ha già ottenuto l'autorizzazione della Banca Centrale Europea a salire fino al 29,9%, a un passo dalla soglia chiave del 30%.
Tale soglia è particolarmente rilevante nel sistema finanziario italiano, poiché il suo superamento può far scattare l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto sulle restanti azioni della società, in quanto si presume l'esercizio di un controllo di fatto. Inoltre, la vigilanza delle autorità diventerebbe più stringente e anche l'attenzione del governo potrebbe aumentare.
Risiko bancario: Crédit Agricole reagisce a Intesa Sanpaolo
L'eventuale iniziativa del Crédit Agricole rappresenterebbe una risposta alla mossa di Intesa Sanpaolo su Banca MPS, secondo quanto riferito dalle fonti. All'inizio di giugno, Banco BPM ha presentato una proposta di fusione con Monte dei Paschi di Siena, un'operazione che avrebbe dato vita a un gruppo con una capitalizzazione superiore ai 50 miliardi di euro. Nella partita si è però inserita Intesa Sanpaolo che, appena un giorno dopo, ha lanciato un'Opas da 30,6 miliardi di euro su Rocca Salimbeni.
Azioni Mps: cosa fare tra Opas Intesa Sanpaolo e avance di Banco Bpm?
I vertici del Crédit Agricole avrebbero quindi discusso le possibili modalità per reagire all'iniziativa della principale banca italiana, valutando anche l'ipotesi di incrementare la partecipazione in Banco BPM. Tuttavia, secondo diversi osservatori finanziari, appare improbabile un rilancio su MPS, poiché si tratterebbe di un'operazione estremamente impegnativa sotto il profilo finanziario per il gruppo guidato da Giuseppe Castagna.
Perché aumentare la quota in BPM?
Ma se il Crédit Agricole non ha intenzione di utilizzare il proprio peso azionario per tentare l'assalto a MPS attraverso Banco BPM, cosa spinge la banca parigina a rafforzare la propria presenza nel capitale dell'istituto italiano?
L'Italia rappresenta il principale mercato estero del Crédit Agricole, anche grazie agli accordi commerciali in essere con Banco BPM. Lo stesso Amministratore delegato, Olivier Gavalda, ha più volte indicato il Belpaese come una priorità strategica per il gruppo da quando ha assunto l'incarico, poco più di un anno fa.
La ragione principale è che l'Italia costituisce una delle aree più promettenti per lo sviluppo internazionale della banca. Un rafforzamento della partecipazione in Banco BPM consentirebbe quindi al Crédit Agricole di consolidare ulteriormente la propria presenza in un mercato considerato strategico, soprattutto in una fase storica in cui gli equilibri del settore bancario europeo stanno cambiando rapidamente.