La nuova escalation militare in Medio Oriente, con gli attacchi missilistici dell'Iran verso Israele, impattano negativamente sulle Borse europee, con i principali indici che inaugurano la nuova settimana in deciso ribasso.
In questo contesto le vendite non hanno risparmiato i listini asiatici con Tokyo in discesa del 3,8% e il Kospi coreano di quasi l'8% in un clima che nelle ultime giornate si è fatto meno favorevole per i titoli tech, specie quelli legati all'IA. Al contrario tornano gli acquisti sul petrolio, con il WTI e il Brent in guadagno di oltre il 4%.
Con i futures di Wall Street che anticipano un inizio di seduta in calo dello 0,1%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in discesa di quasi l'1,2% in area 49.300 punti.
Dal punto di vista operativo la perdita dei 50 mila punti dovrebbe far proseguire la fase correttiva di breve periodo dell'indice italiano. I prossimi obiettivi ribassisti sarebbero posti sui 49 mila punti e a seguire i 48.800-48.700 punti, nelle cui vicinanze troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend.
Tra le azioni da seguire a Piazza Affari troviamo Banca Mps, dopo l'Opas annunciata da Intesa Sanpaolo e la proposta di integrazione arrivata nel fine settimana da Banco Bpm. Andiamo a leggere le novità al riguardo.
Banca MPS tra Banco Bpm e Intesa Sanpaolo
Chi pensava che la stagione del risiko bancario in Italia fosse finita con l’Opa vinta dal Monte dei Paschi su Mediobanca deve ricredersi. Al centro di tutto c'è sempre l'istituto di Piazza Salimbeni tornata nelle ultime ore al centro degli interessi sia di Banco Bpm che di Intesa Sanpaolo.
Ad aprire i giochi ci ha pensato nella tarda mattinata di ieri l'istituto guidato da Giuseppe Castagna, che ha proposto a Banca Mps di discutere e concordare un'operazione di aggregazione.
L'obiettivo da parte di Piazza Meda sarebbe quello di creare un Gruppo bancario e finanziario in Italia, secondo operatore nazionale per dimensioni.
La combinazione consentirebbe alla nuova banca di valorizzare le complementarità non solo industriali ma anche territoriali. L'operazione, strutturata secondo le modalità tipiche di un merger of equals, avrebbe un potenziali sinergico vicino agli 1,1 miliardi di euro.
Le sinergie di costo sarebbero pari a 650 milioni di euro, mentre 450 milioni di euro da sinergie di ricavo. La capitalizzazione del Gruppo dovrebbe superare i 50 miliardi di euro, con un deciso rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali.
Grazie alla quota di Generali detenuta dalla banca guidata da Luigi Lovaglio, l'operazione consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche. La creazione di valore dovrebbe essere pari a 5,5 miliardi di euro, la crescita dell'utile per azione superare il 10%, mentre il Cet 1 pro-forma attestarsi al 15%.
Alla proposta di Banco Bpm ha risposto Intesa Sanpaolo che ha proposto un'Opas su Banca Mps finalizzata al delisting. La banca guidata da Carlo Messina offrirà 1,6 azioni ordinare di nuova emissione più un euro in contanti.
Sulla base della chiusura di venerdì scorso di Intesa Sanpaolo a 5,682 euro, il corrispettivo sarebbe di 10,091 euro, che rappresenterebbe il 12,5% in più rispetto agli 8,97 euro dell'ultima chiusura di Borsa di Banca Mps.
L'operazione porterebbe alla nascita di uno dei principali player bancari in Europa, con sinergie nel settore wealth management, corportare & investment banking, retail banking e consumer finance.
Le sinergie annue dovrebbero essere pari a 2,9 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi di euro da costi e la rimanente parte da ricavi. E' previsto un utile netto superiore ai 16 miliardi di euro al 2029 e distribuzioni complessive fino al 2029 di quasi 61 miliardi di euro. Il Cet 1 ratio dovrebbe attestarsi sopra il 14%
In contemporanea anche Unipol ha comunicato di aver sottoscritto un accordo con Intesa Sanpaolo per l'acquisizione di una banca composta da 635 filiali di Mps una volta completata l'opas lanciata da Ca' de Sass sul Monte dei Paschi.
La compagnia presieduta da Carlo Cimbri proporrà a sua volta a Bper, di cui è azionista di riferimento, una combinazione tra la stessa Bper e la banca ceduta da Intesa, con il gruppo post-fusione che prenderà il nome Banca Monte dei Paschi. A supporto dell'operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol pari a 2,5 miliardi di euro.
Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire quali sono le attese sulle azioni Banca Mps nel breve e medio periodo. È stata una settimana all'insegna della debolezza per il titolo Banca Mps che, con un calo negativo del 3,07%, ha chiuso le contrattazioni a 8,945 euro.
Le atttese per la giornata odierna dovrebbero avvicinare le quotazioni verso i 9,5 euro, sopra i quali le azioni potrebbero spingersi in direzione dei 10 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 4 anni.
Il superamento di questi livelli dovrebbe far proseguire il trend ascendente prima in direzione dei 10,5 euro e a seguire verso la soglia degli 11 euro.
In questo contesto eventuali prese di beneficio che dovessero riportare i corsi verso gli 8,5 euro, minimi degli ultimi due mesi, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita di tali supporti andrebbe a indebolire almeno nel breve periodo la struttura grafica delle azioni. In questo caso il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sugli 8,25 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e a seguire la soglia degli 8 euro.
La mancata tenuta di tali supporti favorirebbe ulteriori ribassi verso i 7,75 euro e in seguire i 7,35-7,30 euro. La violazione di questi ultimi supporti farebbe proseguire le vendite verso i 7 euro e successivamente i minimi degli ultimi 12 mesi situati a 6,75 euro.
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