L’assemblea degli azionisti della Berkshire Hathaway che si terrà questo fine settimana ha un sapore diverso quest’anno. Il leggendario Warren Buffett, fino allo scorso anno alla guida della società, sarà presente, ma i riflettori non saranno puntati su di lui. Al centro della scena ci sarà il suo successore dal 1° gennaio 2026, Greg Abel. Un fatto inedito, dopo sei decenni di pellegrinaggi per raggiungere il Nebraska per ascoltare le perle dell’“Oracolo di Omaha”.
Buffett ha dichiarato che seguirà l’incontro dal pubblico, confermando ancora una volta quella vicinanza alla gente che lo ha reso il guru della finanza più amato di Wall Street. La presenza del pubblico, tuttavia, potrebbe essere inferiore rispetto agli altri anni, ora che Buffett non sarà più sul palco a rispondere alle domande. Lo confermano anche le prenotazioni alberghiere nell’area: gli hotel hanno segnalato un calo, con meno visitatori internazionali.
Anche il programma è cambiato. Buffett e l’ex socio in affari, Charlie Munger, scomparso nel 2023, rispondevano alle domande del pubblico per circa cinque ore, non solo su società, economia e mercati, ma anche su aspetti di carattere più generale. Momenti di questo tipo saranno probabilmente molto più rari con Abel, che invece parlerà per circa un’ora della Berkshire Hathaway e poi dedicherà circa due ore e mezza alle domande degli azionisti.
Sul palco sarà affiancato da Ajit Jain, responsabile assicurativo dell’azienda, Katie Farmer, Amministratore delegato di BNSF, e Adam Johnson, che supervisiona le attività consumer, servizi e retail del gruppo.
Berkshire Hathaway: cosa chiederanno ad Abel all’assemblea?
L’eredità di Buffett è molto pesante per Abel, che dovrà affrontare numerose sfide al timone dell’azienda. Una delle più importanti riguarda la gestione dell’enorme liquidità accumulata dalla Berkshire, pari a 373 miliardi di dollari. Secondo Paul Lountzis, presidente di Lountzis Asset Management in Pennsylvania, questo aspetto “avrà un ruolo cruciale nel futuro di Berkshire”. A suo avviso, molte attività dell’azienda sono prevedibili, ma “con una capitalizzazione da 1.000 miliardi di dollari è molto più difficile crescere”.
Infatti, è da circa un decennio che il colosso di Omaha non effettua grandi acquisizioni, nonostante abbia investito 9,5 miliardi di dollari per il business chimico di Occidental Petroleum lo scorso gennaio. La società non paga dividendi dal 1967, per espressa volontà di Buffett, che ha sempre considerato la loro distribuzione inefficiente dal punto di vista fiscale. Da marzo, Abel ha ripreso il riacquisto di azioni proprie, sospeso da maggio 2024.
Gli azionisti potrebbero anche voler maggiori dettagli sul portafoglio azionario di circa 300 miliardi di dollari, che include Apple, American Express, Coca-Cola e cinque società di trading giapponesi. Il portafoglio è gestito per il 94% da Abel, mentre Ted Weschler, uno dei due ex luogotenenti di Buffett e un tempo considerato tra i possibili successori, gestisce il restante 6%. L’altro luogotenente, Todd Combs, a dicembre è passato a JP Morgan Chase.
E le azioni?
Abel è molto apprezzato per le sue capacità manageriali ed è considerato più operativo e meno incline a tollerare periodi di sottoperformance rispetto a Buffett. Inoltre, resta fedele alla cultura della Berkshire, che prevede di lasciare ai manager la gestione quotidiana senza interferenze.
Tuttavia, per il mercato Buffett è un’altra cosa, e lo dimostra l’andamento delle azioni da quando Abel ha preso le redini della società. Il titolo Berkshire Hathaway ha perso circa il 12% da quando il 95enne miliardario ha annunciato lo scorso anno che avrebbe lasciato il ruolo di CEO a partire dal 1° gennaio 2026. Nello stesso periodo, l’indice S&P 500 ha guadagnato circa il 25%.
“Alcuni investitori potrebbero voler vedere Greg dimostrare il proprio valore prima di aumentare l’esposizione”, ha affermato Lawrence Cunningham, professore di diritto e governance all’Università del Delaware e autore di diversi libri su Berkshire. “Io sono fiducioso, ma il mercato sta mostrando cautela”.