Le grandi banche internazionali stanno puntando sugli agenti AI. Si tratta di assistenti digitali basati sull'intelligenza artificiale che interagiscono con il personale e i clienti delle banche, svolgendo compiti diversi, come la gestione dei portafogli, il trading, la gestione della tesoreria e la verifica dei clienti. Lo scopo è aumentare la produttività degli istituti finanziari. Naturalmente, è prevista una supervisione umana, che valuterà periodicamente l'operato di tali agenti.
Quali banche useranno gli agenti AI
Secondo un sondaggio condotto da KPMG lo scorso mese, poco più della metà delle banche interpellate ha in programma di utilizzare agenti di intelligenza artificiale nel corso della propria attività. Goldman Sachs ha avviato, all'inizio del 2026, una collaborazione con Anthropic per sviluppare agenti AI destinati a svolgere attività di trading, contabilizzazione delle transazioni, verifica dei clienti e processi di onboarding. JPMorgan, invece, punta sulla gestione della tesoreria aziendale da affidare all'agentic AI, mentre Citigroup si prepara a lanciare un "membro virtuale del team" per il wealth management basato sull'intelligenza artificiale. Morgan Stanley inizierà a testare quest'estate assistenti digitali in grado di interagire con i clienti in qualsiasi momento della giornata, inviando promemoria e raccomandazioni ai consulenti finanziari, analizzando investimenti, suggerendo strategie e contribuendo alla costruzione dei portafogli.
Alcune banche utilizzano già forme di integrazione dell'intelligenza artificiale nelle attività svolte dal personale umano. Ad esempio, in Bank of New York Mellon i dipendenti digitali dispongono di un account di accesso, possono operare direttamente nei sistemi e hanno persino un manager umano responsabile della loro formazione, del controllo del loro lavoro e della valutazione delle loro prestazioni, come ha sottolineato l'amministratore delegato della banca, Robin Vince.
Anche in UBS i consulenti finanziari utilizzano agenti AI in grado di raccogliere tutte le informazioni interne provenienti da riunioni, conti e comunicazioni, ha spiegato Richard James, responsabile dei prodotti AI della banca svizzera. "Una volta che il consulente finanziario prende una decisione insieme al cliente su una determinata operazione, gli agenti AI possono eseguire le negoziazioni e completare i trasferimenti di denaro", ha aggiunto.
Potenzialità e rischi
Secondo Bhavi Mehta, responsabile globale dell'analisi avanzata per i servizi finanziari di Bain & Company, la tecnologia degli agenti AI ha un enorme potenziale ed è per questo che le banche li stanno utilizzando sempre più frequentemente, continuando a individuare nuovi casi d'uso. Tuttavia, gli investitori si chiedono quale sarà il ritorno sugli investimenti tecnologici effettuati dagli istituti di credito. Individuare il ritorno economico non è semplice, ma "è probabile che le banche concentrino la spesa in AI su quelle aree in cui i benefici sono più evidenti e facilmente scalabili", ha affermato Peter Torrente, responsabile del settore bancario statunitense di KPMG.
C'è anche da tenere sotto osservazione i rischi legati a un'adozione più ampia della tecnologia, motivo per cui le autorità di regolamentazione potrebbero intervenire per prevenire effetti indesiderati. Quando le banche impiegano questi agenti digitali, infatti, concedono loro l'accesso ai sistemi interni, ma entro limiti e controlli ben definiti. "La supervisione umana rimarrà sempre presente", ha affermato Koren Maranca, responsabile dell'intelligenza artificiale per il wealth management di Morgan Stanley. "Gli agenti AI non avranno l'autonomia necessaria per prendere decisioni sui portafogli dei clienti"