Donald Trump ha indicato Kevin Warsh, ex governatore della Federal Reserve, come candidato alla presidenza della Banca centrale statunitense. La nomina, soggetta all’approvazione del Senato, è in linea con le attese del mercato.
In vista della scadenza del mandato dell’attuale presidente Jerome Powell, Trump ha presentato la tanto attesa decisione definendola “non sorprendente”, visto che si tratta di una figura “molto rispettata” e “conosciuta dagli operatori”. Il messaggio di Trump mira a disinnescare le paure di una scelta di rottura, senza rinunciare alla regia politica dell’operazione.
Gli altri papabili alla guida dell'istituto con sede a Washington erano Kevin Hassett, Christopher Waller e Rick Rieder. Sul social Truth, il presidente USA ha alzato i toni: “conosco Kevin da molto tempo e non ho dubbi che passerà alla storia come uno dei GRANDI presidenti della Fed, forse il migliore”. Con una pennellata più teatrale che istituzionale, ha aggiunto: “è perfetto da copione e non vi deluderà mai”.
Kevin Warsh nuovo presidente Fed: le reazioni
La notizia della nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Fed sta spingendo al rialzo il dollaro. Dopo un top intraday di poco sotto quota 1,2, il cambio tra la moneta unica ed il biglietto verde arretra a 1,1946.
Andamento decisamente negativo per l'oro: la notizia della nomina di Warsh sta facendo scattare le naturali prese di beneficio dopo il nuovo massimo storico registrato ieri a 5.595,02 dollari l'oncia. Al momento, in veersione cash, il bene rifugio per eccellenza segna un rosso del 4,5% a 5.129,67 dollari.
Segno meno per i future sugli indici USA: il derivato sul Dow Jones quota in rosso dello 0,3%, il contratto sullo S&P 500 arretra dello 0,37% mentre quello sul Nasdaq scende dello 0,48%. Un nuovo presidente Fed meno accomodante non è esattamente l'ideale per gli asset che hanno vissuto di tassi gentili e liquidità abbondante.
"Tra i candidati più market-friendly"
Warsh era già stato preso in considerazione per la guida della Federal Reserve già nel 2017, quando Donald Trump gli preferì Jerome Powell, salvo poi ammettere in seguito un certo rammarico per quella scelta. "Avresti dovuto insistere di più per quell’incarico", arrivò a dirgli nel 2020.
Recentemente Warsh ha sposato la linea presidenziale criticando l'operato della Fed: ha sostenuto, ad esempio, che l’istituzione presenti "ferite in larga parte autoinflitte" e che avrebbe bisogno di un vero e proprio "regime change".
La nomina di Warsh è stata letta come una decisione relativamente convenzionale, dopo mesi di dibattito interno alla Casa Bianca. Gli analisti di ING hanno definito Warsh “tra i candidati più market-friendly”, un giudizio che spiega la reazione iniziale positiva del dollaro, ma anche l’assenza di un entusiasmo travolgente sui mercati.
Da un lato, la scelta di Kevin Warsh come nuovo presidente Fed segnala continuità istituzionale e una minore tolleranza verso politiche eccessivamente espansive. Dall’altro, le reazioni contenute indicano che gran parte delle aspettative era già stata incorporata nei prezzi e che il vero banco di prova sarà l’azione concreta della Fed una volta archiviata l’era Powell.
In altre parole, Trump ha scelto una figura “da manuale”, ma i mercati, come spesso accade, attendono i fatti più delle dichiarazioni. E la politica monetaria americana resta, ancora una volta, il principale campo di battaglia tra Casa Bianca, investitori e ciclo economico globale.
Chi è Kevin Warsh
Cinquantacinquenne, Warsh è originario di Albany, nello Stato di New York. Tra il 1995 e il 2002 ha lavorato in Morgan Stanley, dove ha ricoperto il ruolo di Managing Director nel settore delle Fusioni e Acquisizioni. Successivamente, dal 2002 al 2006, ha svolto l’incarico di assistente speciale del presidente George W. Bush per le questioni di politica economica.
Nel 2006 Bush lo designò come membro del Board della Federal Reserve, una nomina che fece discutere per la sua età: a soli 35 anni divenne il più giovane governatore mai entrato nell’istituzione. Nel 2008 l’allora presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lo chiamò a collaborare nella gestione della crisi bancaria.
Anche nella vita privata il legame con Trump è forte: Warsh è infatti sposato con l’imprenditrice Jane Lauder, figlia del miliardario Ronald Lauder, amico di lunga data del tycoon (Lauder è inoltre un convinto promotore dell’annessione della Groenlandia agli Stati Uniti).