Morgan Stanley ha rivisto le proprie previsioni sulla politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE), spostando il prossimo taglio dei tassi d’interesse da febbraio a marzo 2026 (Calendario riunioni BoE 2026: i meeting della Bank of England).
La decisione arriva dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione britannica di dicembre, risultati superiori alle attese e tali da ridurre lo spazio per un allentamento immediato della politica monetaria. Vediamo tutti i dettagli.
BoE: per Morgan Stanley il taglio dei tassi arriverà a marzo
Secondo la banca d’affari statunitense, la BoE effettuerà un primo taglio di 25 punti base a marzo, seguito da ulteriori riduzioni di pari entità a luglio e novembre. La nuova traiettoria sostituisce la precedente previsione, che indicava interventi ad aprile e giugno, e riflette una valutazione più prudente sull’evoluzione dei prezzi nel breve termine.
I dati diffusi mercoledì hanno mostrato che l’inflazione complessiva nel Regno Unito è salita al 3,4% a dicembre, segnando il primo aumento da luglio e superando il consenso degli economisti interpellati da Reuters, che stimavano un 3,3%.
L’inflazione core, al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, è rimasta stabile al 3,2%. Secondo l’Office for National Statistics, l’incremento è stato trainato in particolare dall’aumento dei prezzi del tabacco, legato ai recenti rialzi delle accise, oltre che da tariffe aeree più elevate e da un aumento dei costi di alcuni generi alimentari.
Morgan Stanley non è l’unica istituzione ad aver rivisto le proprie attese: anche UBS Global Research ha spostato a marzo la previsione del primo taglio dei tassi della BoE, evidenziando come i dati sull’inflazione rendano meno probabile un intervento già a febbraio.
La prossima riunione di politica monetaria della Banca centrale è fissata per il 5 febbraio, quando il mercato si attende un mantenimento dei tassi al 3,75%. I mercati finanziari, secondo i dati LSEG, scontano complessivamente tagli per circa 42 punti base entro la fine del 2026, suggerendo aspettative di un ciclo di allentamento graduale.
Regno Unito: l’inflazione continua a essere un problema
In UK il contesto resta complesso. L’inflazione britannica continua a essere la più elevata tra le principali economie avanzate, nonostante una crescita economica debole. Tuttavia, diversi analisti sottolineano che il ritmo degli aumenti dei prezzi dovrebbe rallentare in modo significativo nei prossimi mesi, man mano che gli aumenti delle tariffe energetiche e di altri prezzi amministrati, registrati lo scorso anno, usciranno dal confronto annuale.