Oggi prenderà il via il simposio di Jackson Hole, in un momento particolarmente delicato per i mercati. L'appuntamento annuale organizzato dalla Federal Reserve Bank di Kansas City si protrarrà fino a sabato 29 agosto e avrà come tema ufficiale "Financial Innovation: Implications for Payments and Policy" (Simposio di Jackson Hole 27-29 agosto 2026: cos'è e cosa aspettarsi).
Il vero tema, tuttavia, è un altro: quanto può ancora guidare i mercati un simposio della Fed se la forward guidance è diventata sostanzialmente parte del passato? I mercati hanno imparato a leggere ogni sfumatura nei discorsi dei presidenti della Fed, utilizzando le loro parole per anticipare svolte sui tassi, programmi di acquisto di titoli o cambiamenti di strategia. Con Kevin Warsh, però, il modello comunicativo è cambiato radicalmente.
La Fed di Warsh parla meno e anticipa meno
Fin dal suo insediamento, il nuovo presidente della Fed ha mostrato una forte diffidenza verso la forward guidance. In occasione della sua prima riunione del FOMC, Warsh ha sostenuto che, come principio generale, la Fed non dovrebbe occuparsi di anticipare le proprie future decisioni.
La Banca centrale ha inoltre ridotto sensibilmente il contenuto dei propri comunicati e Warsh ha evitato di offrire indicazioni precise sulla traiettoria futura dei tassi. Il cambio di approccio è significativo. La forward guidance aveva una funzione precisa: orientare anticipatamente le aspettative del mercato sulla politica monetaria, riducendo l'incertezza e influenzando i tassi anche prima delle decisioni ufficiali.
Warsh sembra invece voler privilegiare una Fed più reattiva ai dati, lasciando che siano inflazione, mercato del lavoro e crescita a determinare di volta in volta la decisione. Il risultato è un paradosso: Jackson Hole potrebbe essere oggi più importante proprio perché la Fed offre meno indicazioni preventive.
Ogni frase pronunciata dal presidente può avere un peso maggiore, perché il mercato dispone di meno informazioni ufficiali sulla funzione di reazione della Banca centrale.
Warsh a Jackson Hole: debutto particolarmente delicato
Il primo Jackson Hole di Warsh arriva inoltre dopo una riunione del FOMC tutt'altro che ordinaria. Il 28-29 luglio la Fed ha mantenuto il tasso sui federal funds al 3,5%-3,75%, ma la decisione è stata presa con un voto di 9-3.
Tre membri - Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan - avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base. I verbali hanno evidenziato una crescente preoccupazione per il fatto che l'inflazione resti troppo elevata rispetto all'obiettivo del 2%, con alcuni partecipanti favorevoli a un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.
La Banca centrale ha inoltre sottolineato che l'economia continua a espandersi a un ritmo solido, mentre l'inflazione rimane elevata anche a causa di shock dal lato dell'offerta, compresi quelli legati all'energia. Il messaggio è quindi tutt'altro che univoco: l'attività economica resta resiliente, ma l'inflazione non è ancora sufficientemente vicina al target e all'interno del FOMC esiste una componente apertamente favorevole a tassi più alti.
Per Warsh, il discorso di Jackson Hole sarà il primo grande appuntamento internazionale nel quale dovrà definire con maggiore chiarezza il proprio approccio.
Jackson Hole 2026: cosa cerca il mercato
Gli investitori non si aspettano necessariamente un'indicazione esplicita sulla prossima riunione del FOMC, in calendario il 15-16 settembre. Piuttosto, cercheranno di capire come Warsh pesa i diversi rischi.
Il primo tema sarà naturalmente l'inflazione. Il presidente manterrà un'impostazione fortemente orientata alla stabilità dei prezzi oppure lascerà maggiore spazio alle preoccupazioni sul mercato del lavoro e sulla crescita?
Il secondo elemento sarà la cosiddetta “reaction function”, cioè il modo in cui la Fed intende reagire ai nuovi dati. Se Warsh non vuole offrire forward guidance tradizionale, qualsiasi indicazione sui fattori che considera prioritari potrebbe diventare ancora più importante.
È proprio questa la differenza rispetto alla fase precedente: il mercato non riceverà necessariamente una risposta alla domanda "cosa farà la Fed a settembre?", ma cercherà di capire "cosa deve succedere perché la Fed cambi idea?"
Jackson Hole 2026: senza forward guidance non perde importanza
Da questo punto di vista, parlare della fine della forward guidance non significa necessariamente parlare della fine del ruolo di Jackson Hole.
Il simposio continuerà infatti a rappresentare uno dei pochi momenti nei quali il presidente della Fed può intervenire in un contesto internazionale, davanti a economisti e policymaker, con maggiore libertà rispetto a una normale conferenza stampa del FOMC.
La differenza è che il mercato dovrà interpretare le parole di Warsh con maggiore cautela. La riduzione della guidance può infatti aumentare la dispersione delle aspettative. Se gli investitori non hanno una traiettoria indicata dalla Banca centrale, sono costretti a costruirsela autonomamente sulla base dei dati disponibili.
Questo può rendere i prezzi di Treasury, dollaro e azioni più sensibili ai singoli dati macroeconomici. E il problema è particolarmente rilevante sul mercato obbligazionario USA, dove i rendimenti a lunga scadenza sono già sotto pressione.
Il nodo Treasury-Fed
Jackson Hole arriva inoltre nel mezzo di una fase delicata per il mercato dei Treasury. L'aumento dei rendimenti a lunga scadenza e l'intervento del Tesoro USA sul mercato obbligazionario hanno alimentato il dibattito sull'interazione tra politica fiscale e politica monetaria.
Il Tesoro ha recentemente ampliato i riacquisti di titoli a lunga scadenza, mentre Scott Bessent ha indicato che le operazioni potrebbero essere ulteriormente aumentate. La misura punta a migliorare la liquidità e sostenere il funzionamento del mercato, ma alcuni investitori temono che possa entrare in tensione con gli obiettivi della Fed sul fronte delle condizioni finanziarie.
È un altro motivo per cui il discorso di Warsh sarà osservato con attenzione: il mercato vuole capire quanto la Fed sia disposta a lasciare che i rendimenti a lungo termine riflettano integralmente inflazione, debito e aspettative di crescita.
La questione è particolarmente sensibile perché il debito pubblico americano ha ormai superato i 40.000 miliardi di dollari e il premio richiesto dagli investitori per detenere Treasury a lunga scadenza è aumentato.