La Banca centrale europea potrebbe avere un'altra brutta gatta da pelare nella sua battaglia contro l'inflazione: la siccità lungo il fiume Reno. Il corso d'acqua tedesco ha un valore strategico per il commercio europeo, poiché collega i porti dei Paesi Bassi con il cuore industriale della Germania.
Da lì, circa 285 milioni di tonnellate di merci viaggiano ogni anno lungo il fiume, rendendolo il corridoio logistico più importante d'Europa dopo le rotte marittime, ha spiegato Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING.
Il Reno trasporta circa l'80% di tutte le merci movimentate sulle vie navigabili interne tedesche, continua l'esperto, mentre circa 600 navi attraversano ogni giorno il confine tra Paesi Bassi e Germania. Soprattutto lungo il fiume transita il commercio di diesel e gasolio da riscaldamento. "Il Reno non è semplicemente una delle tante opzioni di trasporto, ma un'infrastruttura attorno alla quale si è fisicamente sviluppata gran parte dell'industria tedesca", ha affermato Brzeski.
Nel tratto più basso del Reno, l'acqua ha toccato il livello più basso dal 1880, il che significa che le imbarcazioni sono costrette a trasportare un carico di merci pari a circa un quinto della loro capacità, per evitare il rischio di incagliarsi.
Tutto ciò è avvenuto a causa del cambiamento climatico che, secondo quanto riportato dal ministro dell'Ambiente tedesco Carsten Schneider, ha portato alla perdita di 60 miliardi di metri cubi d'acqua nell'ultimo quarto di secolo.
Il punto è che la siccità lungo il fiume Reno ha costretto società come Thyssenkrupp Steel a ridurre la produzione. La Germania ha lanciato un sistema informativo nazionale di monitoraggio dei bassi livelli delle acque in tutto il Paese, in modo da gestire meglio le risorse idriche, ma la situazione resta molto seria.
Schneider ha sottolineato che, se non si interviene rapidamente, il rischio economico per la Germania è molto elevato, con la possibilità di perdere 625 miliardi di euro entro la metà del secolo, equivalenti a circa 25 miliardi di euro l'anno.
Il caldo estremo e la siccità non stanno mettendo sotto pressione solo i trasporti fluviali, ma anche direttamente il sistema produttivo e agricolo. Alcuni stabilimenti industriali, come quelli del gruppo Volkswagen, possono risentire della scarsità d'acqua necessaria per i processi produttivi e per il raffreddamento degli impianti.
Allo stesso tempo, le temperature elevate e la mancanza di precipitazioni rappresentano una minaccia per l'agricoltura, riducendo le rese dei raccolti e aumentando il rischio di perdite per gli agricoltori. In Germania, dove l'industria e il settore primario dipendono fortemente dalla disponibilità di risorse idriche, la siccità diventa quindi un fattore di rischio economico sempre più rilevante.
BCE e l'incubo del Reno
Uno dei temi caldi collegati alla questione della siccità del Reno è l'aumento dei costi di trasporto delle chiatte che trasportano carburanti. In precedenti occasioni, come nel 2018 e nel 2022, quando il livello del fiume era sceso in maniera così consistente, i costi di trasporto avevano registrato forti aumenti.
L'incremento dei prezzi energetici si è poi rapidamente trasferito sui prezzi al consumo. Secondo uno studio del 2020 del Kiel Working Paper, i bassi livelli del Reno, in particolare durante la siccità del 2018, hanno avuto un impatto significativo sull'economia tedesca. Un intero mese di livelli ridotti dell'acqua ha diminuito i volumi del trasporto fluviale di circa un quarto, mentre la produzione industriale è calata di circa l'1%.
Ora il rischio è che lo stesso scenario possa ripetersi, alimentando le preoccupazioni della BCE, che ha recentemente alzato i tassi di interesse per frenare la corsa dell'inflazione generata dalla guerra in Iran. "L'inflazione energetica ha già registrato un'accelerazione a luglio, con il tasso complessivo dell'Eurozona che ha raggiunto il 2,9%", ha affermato Anja Sabine Heimann, economista di HSBC.
L'esperta ora prevede un nuovo rialzo dei tassi dell'Eurotower a settembre, per effetto di un PIL dell'Eurozona superiore alle attese e di un mercato del lavoro resiliente. Tuttavia, l'impatto della siccità e del caldo estivo rischia di "rubare la scena" nella prossima riunione dell'istituto monetario, ha aggiunto (BCE: il calendario completo delle riunioni per il 2026).