Le nuove disclosure finanziarie di Kevin Warsh evidenziano un patrimonio ben superiore a quello di qualsiasi precedente presidente della Federal Reserve, riaccendendo l’attenzione sul profilo del candidato scelto da Donald Trump (Nuovo presidente Fed: Trump punta su Kevin Warsh).
Secondo i documenti presentati al Senato, Warsh possiede asset per un valore compreso tra circa 135 e 226 milioni di dollari. Considerando anche le partecipazioni della moglie Jane Lauder, il patrimonio complessivo della coppia raggiunge almeno 192 milioni di dollari, con margini potenzialmente superiori data la natura “a range” delle dichiarazioni.
Warsh: un patrimonio che supera i predecessori
Le cifre collocano Warsh nettamente al di sopra degli ultimi presidenti della Fed. Anche Jerome Powell, considerato tra i più facoltosi al momento della nomina, dichiarava un patrimonio stimato tra 19 e 75 milioni di dollari.
Il confronto è ancora più marcato con figure come Ben Bernanke, che al termine del mandato nel 2014 riportava asset per un massimo di circa 2,3 milioni di dollari. Parte rilevante della ricchezza familiare deriva dalla posizione di Lauder, erede del gruppo Estée Lauder, con un patrimonio stimato da Forbes intorno a 1,9 miliardi di dollari.
Warsh, partecipazioni e redditi: esposizione a Wall Street e tech
Le disclosure mostrano un portafoglio estremamente articolato, con circa 1.800 asset tra fondi e partecipazioni dirette. Tra queste figurano quote in società come SpaceX e Polymarket, oltre a investimenti legati al mondo delle criptovalute.
Warsh ha inoltre dichiarato circa 10 milioni di dollari di compensi come advisor per l’investitore Stanley Druckenmiller, oltre a circa 3 milioni di dollari di ulteriori entrate da attività accademiche e consulenze, tra cui il ruolo presso la Hoover Institution.
Warsh: il nodo della conferma al Senato e disinvestimenti
In linea con le regole etiche, Warsh ha dichiarato che provvederà a dismettere le proprie partecipazioni in caso di conferma. Ha inoltre indicato che lascerà incarichi in società e istituzioni, tra cui UPS e Coupang.
Il percorso verso la guida della Fed resta tuttavia incerto. L’audizione davanti al Senate Banking Committee è fissata per il 21 aprile, ma permangono ostacoli politici: il senatore Thom Tillis ha già annunciato l’intenzione di bloccare la nomina fino alla conclusione di un’indagine federale che coinvolge Powell.
Warsh: profilo atipico per la Banca centrale USA
Se confermato, Warsh rappresenterebbe un caso senza precedenti per la banca centrale statunitense, non solo per l’entità del patrimonio, ma anche per la forte esposizione ai mercati finanziari e al settore tecnologico. Un elemento che potrebbe alimentare il dibattito sull’indipendenza della Fed e sui potenziali conflitti di interesse, in un contesto in cui la politica monetaria resta al centro degli equilibri economici globali.