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Materie prime: prezzi del cotone ai massimi da 10 anni, i motivi

Le quotazioni del cotone hanno raggiunto i massimi da 10 anni. Vediamo tutti i motivi del rally, sostenuto per buona parte dalla domanda cinese e dalla guerra commerciale

I prezzi del future del cotone sono in netto rialzo e hanno aggiornato i loro massimi a 10 anni per quello che riguarda il contratto quotato all’Intercontinental Exchange. Nelle ultime 11 sessioni i corsi hanno registrato un apprezzamento del 22% e l’incremento delle quotazioni segue quello di tutto il mercato delle materie prime. Ricordiamo infatti come il Bloomberg Commodity Index abbia di recente aggiornato i top dal 2011.

 

Rally prezzi del cotone: i motivi

I motivi del rally del cotone, che solo a marzo 2020 aveva toccato i valori più bassi da aprile 2009, sono da ricercarsi in parte dalla crescente domanda cinese, soddisfatta in parte dagli Stati Uniti. Il rialzo di questa materia prima alla fine si rifletteranno su un incremento dei prezzi dei vestiti.

Secondo gli analisti la crescita del cotone è dovuta anche agli effetti della guerra commerciale. Nel 2020 l’ex Presidente USA, Donald Trump, aveva deciso di bannare le importazioni di abbigliamento e di altri prodotti derivati dalla regione dello Xinjiang, l’area a maggiore produzione di cotone della Cina accusata di utilizzare lo sfruttamento della forza lavoro degli Uiguri.

In sostanza, le aziende americane possono importare prodotti a base di cotone dalla Cina, ma non da quella zona. Il Dragone sta quindi acquistando il cotone da altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti, lavorandoli e rispedendo i prodotti indietro. Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura, le esportazioni di tale materia prima all’ex Impero Celeste dal 1° agosto è dell’83% più alta rispetto ad un anno fa.

 

Rally del cotone: domanda resterà elevata quest'anno 

Stando all’ultimo outlook dell’United States Department of Agriculture, il consumo di cotone in Cina nell’anno commerciale in costo sarà di 41 milioni di balle di cotone, circa 8,9 milioni di tonnellate metriche. Rispetto al 2019, si tratta di un aumento del 24%, spinto in parte dall’incremento della domanda di beni di consumo dopo la pandemia di Covid-19.

Negli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Agricoltura ha inoltre evidenziato come il raccolto è completato al 13%, con una quota del 62% in buone o ottime condizioni. Questo significa che gli USA riusciranno a soddisfare più domanda da parte di Pechino.

La situazione dell’eccesso di richiesta potrebbe però finire, in quanto le interruzioni dell’elettricità in varie province cinesi provocano interruzioni nell’attività delle fabbriche. La tattica di Pechino potrebbe quindi essere quella di indebolire la domanda al punto da riportare il mercato elettrico interno in equilibrio.

 

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