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DAX: cambio di regole in vista dopo scandalo Wirecard

Lo scandalo dei conti Wirecard ha lasciato il segno in Germania. L'ammanco da 1,9 miliardi di euro nel bilancio della società scoperto dal revisore Ernst & Young ha fatto emerger una frode di stampo internazionale e ha gettato più di un dubbio sul processo di vigilanza da parte delle autorità tedesche.

A poco meno di un mese dalla procedura di insolvenza depositata dal colosso dei pagamenti elettronici, la Borsa di Francoforte sembra intenzionata a correre ai riparo. Deutsche Boerse ha infatti comunicato l’intenzione di introdurre alcune nuove regole per espellere dal DAX quelle società che presentano richieste di insolvenza.

La proposta di Deutsche Boerse prevede l’entrata in vigore della normativa a soli due giorni di negoziazione dalle notizie di queste procedure. Se adottate, le nuove regole permetterebbero di accelerare i tempi per l’esclusione di Wirecard, che avrebbe la possibilità di uscire dal maggiore paniere teutonico già il prossimo agosto. Con le norme attualmente in vigore si dovrebbe invece attendere la revisione periodica del listino, con la prossima in calendario il prossimo settembre.

Secondo quanto riportato da Reuters, la Borsa di Francoforte sarebbe in attesa di ricevere un feedback degli operatori di mercato su questa inziativa. Se la modifica dovesse essere accolta con favore, l’annuncio dovrebbe essere fatto prima del 13 agosto.

Wirecard: un matrimonio breve con il DAX


Entrata all’interno del DAX a settembre 2018 al posto di Commerzbank, Wirecard era considerata un gioiello del Fintech tedesco. Fondata nel 1999 e quotata in Borsa nel settembre 2006 sul TecDAX, la società si occupava di garantire i pagamenti sulle transazioni effettuate da varie aziende, guadagnando dal premio per il rischio accorpato.

Oltre all’Europa, Wirecard vantava una presenza in Asia e Nord America. Tra i suoi clienti anche società italiane come SisalPay: in questo caso, ricordiamo come lo scandalo abbia bloccato oltre 325mila carte prepagate per un controvalore superiore ai 20 milioni di euro.

Dal punto di vista dei corsi azionari, l’entrata di Wirecard all’interno del DAX è stata tutto fuorchè positiva. I massimi storici delle quotazioni sono stati raggiunti proprio a settembre 2018, a 199 euro. Da quel momento, il titolo ha imboccato un percorso discendente culminato a giugno 2020 con il collasso dei prezzi ad un minimo di 1,08 euro (il -99,46% dai top registrati poco più di un anno prima). A Francoforte oggi il titolo passa di mano a 1,9312 euro. 

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