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Borse: ecco i fattori che potrebbero stoppare i rialzi

  • Le Borse non arrestano la loro corsa macinando record su record;
  • Tra i fattori che potrebbero interrompore il rialzo delle quotazioni azionarie vi è l'interruzione della politica ultra accomodante delle Banche centrali;
  • Per ripararsi dalla tempesta  di un possibile crollo dei corsi azionari è importante mantenere una certa flessibilità di portafoglio

 

I mercati azionari continuano la loro corsa nonostante il Coronavirus abbia avuto la stessa potenza e imponenza di un tornado. Dai livelli più bassi del mese di marzo, in piena crisi pandemica, l'S&P 500 ha messo a segno un rialzo del 60% superando i massimi storici. La spinta dei tecnologici è stata molto importante per portare in alto il principale indice statunitense, ma in Europa la situazione non è stata molto diversa. Il DAX ad esempio ha fatto lo stesso percorso producendo la medesima performance dalla fase più critica del contagio.

Non c'è dubbio che le politiche monetarie ultra espansive delle Banche centrali siano state determinanti: prendere a prestito a tassi nulli o quasi e impiegare il capitale negli assets più rischiosi è stata una strategia che ha pagato in un contesto dove il premio al rischio è estremamente basso. Il punto ora è se l'ordine così determinato possa reggere, essendo che gran parte delle società quotate sono sovracapitalizzate.

 

Borse: i fattori che potrebbero interrompere la serie di rialzi 

Sono varie le incognite di cui bisognerebbe tener conto per valutare quelli che potrebbero essere gli scenari futuri. In primo luogo occorrerebbe monitorare il fenomeno inflazione. Nel simposio di Jackson Hole del 27 agosto 2020, Jerome Powell ha dichiarato che la FED lascerà correre l'inflazione oltre il target stabilito.

Secondo alcuni analisti questo potrebbe essere molto pericoloso. Se la Federal Reserve decidesse di alzare i tassi quando ormai i prezzi sono andati fuori controllo, si potrebbe determinare uno shock sui mercati. Un rialzo del costo del denaro farebbe venire meno l'effetto leva sui tassi, il che inevitabilmente inciderebbe in maniera negativa sulle quotazioni azionarie.

A essere danneggiati maggiormente sarebbero tutti quei titoli azionari non ciclici e con hanno profitti ridotti. In secondo luogo sarebbero da considerare le tensioni commerciali tra le due superpotenze che determinano l'equilibrio mondiale: USA e Cina. Ogni turbolenza che arriva dallo scontro tra Washington e Pechino è in grado di scuotere i mercati.

Finora non si è assistiti ancora a un'autentica deflagrazione, però alcuni fatti hanno creato le premesse per far degenerare una situazione dagli effetti potenzialmente devastanti per i mercati. Tra tutti l'ordine di Trump del 6 agosto riguardo il bando delle app cinesi TikTok e WeChat , ma anche le nuove regole imposte dal Dragone a proposito della tecnologia adottata dalle aziende cinesi .

In terzo luogo una recrudescenza ulteriore del virus con una seconda ondata ad ottobre 2020 potrebbe proiettare vari Paesi in una crisi sanitaria senza eguali nel passato. Il timore in questo caso sarebbe che gli Stati non avrebbero più la forza per trovare altre risorse per sostenere l'economia e i mercati, nemmeno con l'appoggio convinto degli istituti centrali.

Infine vi sarebbe il rischio che politiche fiscali restrittive dei Governi possano danneggiare le imprese e quindi far perdere fiducia negli investitori. È questa una delle principali evenienze che teme il mercato da un'eventuale vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali di novembre in USA.
 

Borse: ecco come tutelarsi dagli scenari avversi

A questo punto ci sarebbe da chiedersi se esiste un salvagente per non finire affogati dall'eventuale arrivo della tempesta. Tale scenario non è tanto lontano dalla realtà dal momento, dato che vi sono tutta una serie di variabili di natura economica e politica in grado di cambiare il corso degli eventi.

A giudizio di Sébastien Galy, Senior Macro Strategist di Nordea AM, sono due gli elementi chiave che possono proteggere dal rischio. Il primo riguarda gli investimenti che per antonomasia sono un porto sicuro nei momenti in cui i mercati iniziano a scendere, come l'oro e i Treasury Bond a lunga scadenza.

Il secondo ha a che vedere con la flessibilità di portafoglio, ossia con la capacità di adattarsi alle nuove condizioni di mercato spostando rapidamente il capitale da un asset all'altro. Per riuscire a cogliere a pieno l'importanza di questo elemento si deve comporre il portafoglio d'investimento su titoli che fanno parte di mercati facili da comprendere, soprattutto con riferimento alle tendenze in atto in un determinato momento storico.

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