FTSE Mib: tra BCE e crisi Governo, che fare in Borsa? | Investire.biz

FTSE Mib: tra BCE e crisi Governo, che fare in Borsa?

La caduta del Governo Draghi torna ad indebolire il nostro mercato azionario, con i prezzi che cercano di mantenere la soglia dei 21.000 punti. Cosa attendersi nel breve?

Giornata all'insegna della debolezza sui principali mercati azionari europei, che si avviano a chiudere la seduta in generale ribasso. Ad indebolire il sentiment, che sembrava essersi rafforzato nella prima parte dell'ottava sono le dimissioni del Premier Mario Draghi, le quali hanno anche portato lo spread sui 240 punti base. A pagare pegno sono le banche, che hanno in pancia una buona quantità di BTP, oltre a Poste Italiane che rappresenta la principale cassaforte del debito del nostro Paese.

 

BCE: rialzo tassi dello 0,5% e annunciato scudo anti-spread

In questo contesto che vede la volatilità ed il nervosismo tornare a salire, si inseriscono anche le nuove decisioni prese dalla BCE, che dopo 11 anni ha alzato i tassi di interesse dello 0,5% e ha annunciato il nuovo scudo anti-spread (TPI). Quest'ultimo sarà attivabile per contrastare eventuali dinamiche che potrebbero mettere a repentaglio la trasmissione della politica monetaria, con la portata degli acquisti che dipenderà dalla gravità dei rischi. Ma quali saranno i criteri che attiveranno il TPI? Questi sono 4: la conformità al quadro di bilancio UE, l'assenza di squilibri macroeconomici, la sostenibilità del bilancio pubblico e l'adozione di politiche macro sostenibili.

 

FTSE Mib: analisi tecnica e strategie operative

La rinnovata debolezza che si era avuta ieri sul FTSE Mib dopo il test della trendline ribassista che partiva dai massimi registrati nella seconda metà di giugno, sta proseguendo anche in queste ore. I corsi stanno cercando di mantenersi oltre i 21.000 punti livello che, se violato, aprirebbe le porte ad una continuazione del ribasso verso i 20.750 punti. 

Se la debolezza dovesse continuare, il successivo target sarebbe identificabile sull'area dei 20.450-20500 punti che rappresentano i minimi degli ultimi 20 mesi. Da sottolineare come l'eventuale flessione sotto questi supporti andrebbe a peggiorare il sentiment, con obiettivi posti sui 20.000 punti e a seguire i 19.800 punti, dove si chiuderebbe il gap up lasciato aperto dal 9 novembre 2020.

Al contrario, la tenuta dei 21.000 punti potrebbe mettere in moto un recupero delle quotazioni, che fin quando rimarrà sotto le prime resistenze poste sui 21.800 punti verrebbe visto come un normale rimbalzo tecnico. Solo nel caso in cui questi livelli dovessero essere superati che si avrebbe un segnale di forza, il quale aprirebbe la strada ad ulteriori allunghi in direzione dei 22.100-22.150 punti, per poi passare ai 22.550 punti.

 

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