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Coronavirus: sul forex lo yen si conferma bene rifugio

Lo Yen è riuscito a recuperare il suo status di valuta rifugio dopo un periodo molto anomalo di debolezza. Ma cosa succederà ora alla valuta nipponica?

  • Dopo una settimana di follia lo Yen ha recuperato il suo status di porto sicuro recuperando oltre tre figure
  • La situazione economica in deterioramento unita alla crisi mondiale del Corona virus rischiano di avere serie conseguenze sull'economia giapponese
  • UsdJpy presenta un quadro tecnico abbastanza chiaro con area 105 che ci dirà molto sul futuro del cambio

Il 24 febbraio ho pubblicato un articolo in cui mi interrogava su cosa stesse succedendo allo Yen.
I mercati finanziari scendevano sui timori legati al Corona virus, l’oro saliva, i Treasury vedevano i loro rendimenti sbriciolarsi ai minimi storici, il Franco svizzero guadagnava eppure lo Yen andava dalla parte opposta.

I dati macro deludenti, il rischio di veder sfumare le Olimpiadi, le riallocazioni in bond esteri del fondo pensione statale tra le cause di una situazione che dal punto di vista tecnico aveva fatto chiamare a tanti trader la definitiva rottura rialzista per UsdJpy.

Non nascondo che anche il sottoscritto stava per considerare terminata l’avventura bullish per lo Yen, ma qualcosa mi faceva ancora dubitare. Infatti l’ultimo paragrafo dell’articolo diceva questo: “Ma la cara vecchia curva dei rendimenti nuovamente invertita è lì a ricordarci che il mercato chiede a gran voce un nuovo taglio dei Fed Funds e questo potrebbe essere l’unico elemento in grado di arginare la forza del Dollaro in questo momento, assieme al Franco svizzero, valuta rifugio per gli investitori mondiali”.

E così è stato. Lo Yen non si è rafforzato e il Dollaro americano si è indebolito come abbiamo visto anche contro Euro in chiusura di settimana sopra 1.10. La rabbiosa reazione del mercato è arrivata annullando la più classica della trappola per tori ed è immaginabile come tante posizioni lunghe abbiano dovuto subire l’onta dello stop loss amplificando il movimento ribassista. UsdJpy ha così chiuso la settimana con una lunga candela nera (bearish engulfing pattern) capace di mangiarsi i rialzi delle sei settimana precedenti.

Ed ora che succederà? Se da una parte le politiche monetarie americane avranno armi ben più efficaci di quelle giapponesi e probabilmente abbasseranno il valore del Dollaro, dall’altra gli effetti del Corona virus potrebbe essere un fardello alla lunga molto preoccupante per il Giappone. Per il Giappone infatti la Cina è il secondo mercato per le esportazioni ed il 30% dei turisti del Sol Levante arriva proprio dalla Cina. Un proseguimento delle restrizioni commerciali e turistiche unito ad un rallentamento globale rischia di far deragliare un paese da sempre export oriented.

Tecnicamente non dimentichiamo che UsdJpy dal 2011 al 2015 è salito con una sequenza in 5 onde, quindi bullish. La correzione successiva si è fermata poco sotto 100 con una violenta reazione a fine 2016 capace di riportare UsdJpy a 120. Da quel momento il mercato ha ricominciato a scendere con massimi decrescenti e minimi però orizzontali.

Per ben tre volte UsdJpy ha cercato di sfondare 105 senza successo. Quello sarà il prossimo banco di prova. Tenere quel supporto (dove aprirei un long) sarà fondamentale anche perché la sua perdita alimenterebbe un ribasso piuttosto consistente almeno fino a 95. A quel punto la divisa giapponese sarebbe sopravalutata in termini di cambio effettivo reale di un abbondante 10%, impensabile in un contesto di esportazioni calanti.

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