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Due settori della old economy sensibili ai tassi di interesse

Tra i settori più rappresentativi della old economy ci sono bancari e utilities, sensibili ai tassi di interesse ma dall'andamento opposto, come stanno andando?

Nel corso della bolla delle dot-com la distinzione piuttosto netta che teneva banco era quella tra old e new economy. I confini da quegli anni si sono molto assottigliati con settori più innovativi che sono diventati di uso comune (come telecom e tecnologia di largo consumo) e settori più tradizionali che hanno cercato di riorganizzare business ormai maturi.

All’interno della "vecchia economia" due settori in particolare ne hanno sempre fatto parte: bancario e utilities, che hanno trovato nella tecnologia un modo per rinnovare il business. Il fintech e la green economy sono ad esempio due temi che hanno impattato e cambiato il modo di lavorare delle big cap di questi settori.

Ma come si stanno muovendo i titoli bancari e delle utilities europei nel pieno di un rialzo dei tassi a livello globale, di una rivoluzione energetica/tecnologica e di una guerra ai confini dell’Europa? Come sempre ci affidiamo agli ETF, guardando a quelli che investono nelle aziende del Vecchio Continente, per capire se gli azionisti di questi due settori stanno avendo soddisfazione o meno dai propri investimenti.

 

Settore bancario: come sta andando con prospettive rialzo tassi

Cominciamo dai bancari. Il Lyxor EURO STOXX Banks è un ETF che replica il settore bancario dell’Eurozona. Replica fisica con una storia quasi decennale (esiste dal 2013) l’ETF sta subendo la pressione della lettera anche in questo 2021. Con un calo superiore al 18% da inizio anno la performance a distanza di 3 anni si muove poco sopra lo zero, ma quella a 5 anni è ancora in pesante rosso (-25%) a causa di periodie particolarmente negativi come il 2020 e il 2018, dove i cali hanno superato il 20%.

Graficamente nel corso del 2021 il settore bancario era riuscito a recuperare i massimi pre pandemia, ma la guerra in Ucraina ha riportato le quotazioni abbondantemente più in basso. La forte presenza di Paesi dell’area mediterranea e l’allargamento degli spread tra BTP e Bund hanno reso vani i movimenti di rialzo sui tassi di interesse annacquati da un maggior rischio percepito sui bancari italiani e spagnoli.

In passato, il rialzo dei tassi avrebbe innescato un deciso apprezzamento del settore, che raccoglie denaro a breve e impiega a lungo. La prospettiva di una recessione economica a causa dell’alta inflazione e dell’interruzione di catene di fornitura globali non ha sorriso al mondo bancario che rimane dentro un bear market secolare.

 

Utilities: ecco come sta andando il settore con prospettive rialzo tassi

Paradossalmente, le utilities si stanno muovendo nella direzione opposta a quella che ci si poteva attendere. Vincoli tariffari e tassi di interesse in rialzo, due fattori solitamente negativi per il comparto, sono stati compensati dai corposi rialzi nei prezzi dell’energia e dall'ondata di interesse per la green economy che il nuovo PNRR sta portando sulle aziende del settore.

Rimane a ridosso dei massimi storici l’ETF di Lyxor Stoxx 600 Utilities, nato nel 2006. Perdita quasi dimezzata rispetto allo Stoxx 600 Europe da inizio anno, il prodotto non ha chiuso con una performance negativa né il 2018, né il 2020.  Un segnale di solidità che ha reso all’investitore il 40% in 5 anni, compresi i dividendi. Un trend che su questi livelli potrebbe adesso vivere una lunga fase di distribuzione come i ripetuti massimi ravvicinati e con inclinazione sempre meno ripida sembrano presagire.

Due facce della old economy che si sono mosse all’opposto di quello che ci si poteva aspettare in una fase di rialzo dei tassi. La seconda parte dell’anno potrebbe essere quella del passaggio di testimone da utilities a bancari? 

 

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