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ETF: obbligazioni corporate IG, offerta e caratteristiche

24 nov 2022 - 11:30

Le obbligazioni corporate investment grade rappresentano una fetta importante dell'offerta di ETF. Non sono però tutti uguali, vediamo perché

L’offerta di ETF obbligazionari corporate è molto vasta. Considerando anche le versioni ibride di ETF (quelli chiamati Aggregate e che investono anche in titoli governativi), la concorrenza numerica e di masse amministrate presente negli ETF che investono in obbligazioni societarie rispetto a quelle che investono in soli titoli di Stato è molto forte.

Utilizzando il database di JustEtf scopriamo che sulla Borsa italiana sono quotati quasi 200 ETF qualificati come societari. Di questi, i tre quarti sono strumenti che replicano indici “Investment Grade”, il resto indici “high yield”.

 

 

Focus sul rating, ma non solo

Il primo bivio che ci troviamo quindi di fronte quando investiamo in obbligazioni corporate è quello del merito di credito. Investment Grade (IG) significa che l’emittente, per le principali agenzie di rating, ha un rating di qualità medio alta. High yield o junk bond, significa che ci troviamo di fronte a emittenti con rating speculativi ; le agenzie reputano quindi più fragili e a rischio fallimento questi emittenti a causa di strutture di bilancio peggiori. La sezione educativa di Borsa Italiana spiega nel dettaglio la differenza tra le due tipologie di bond arricchendola con una scala di giudizio (diversa per ogni agenzia di rating).

In un prossimo articolo tratteremo il tema degli high yield bond. Oggi concentriamoci invece sull’offerta Investment Grade.

Tra gli oltre 130 ETF che investono nel mondo obbligazionario Investment Grade troviamo diverse sottocategorie. Possono essere ETF che investono genericamente su un indice corporate, oppure specializzati per tratti di curva come nel caso degli ETF governativi. La prevalenza va soprattutto a scadenze brevi per limitare il rischio tasso legato alla duration.

Altra differenza che ci si trova davanti nel momento della scelta è quella geografica. Esistono ETF che investono esclusivamente in obbligazioni corporate della zona Euro, oppure americane, emergenti o ancora specializzate su singoli paesi come la Gran Bretagna. In questo caso è possibile trovarsi di fronte allo stesso ETF in versione cambio aperto oppure cambio coperto (Eur hedged).

L’investimento in obbligazioni corporate per sua natura comprende tutti i settori privati. Se prendiamo come riferimento l’ETF più capitalizzato con oltre 8 miliardi di masse amministrate, iShares Eur Core Corporate Bond, scopriremo che il 30% è investito in titoli bancari. Esiste la possibilità di investire nel segmento corporate Investment Grade europeo ma depurato dai finanziari. Sempre iShares ad esempio offre un ETF Euro Corporate Bond Ex – Financials dove il primo settore è quello dei consumi non ciclici con il 25%, mentre tutto ciò che è emissione bancaria/assicurativa/finanziaria è esclusa.

Infine esiste anche il bivio sostenibilità. L’investitore oggi può scegliere tra quasi 70 ETF che investono in obbligazioni societarie filtrate secondo criteri ESG. In questo caso, a seconda dei vari filtri che vengono applicati dai gestori, l’indice che verrà replicato risulterà ovviamente meno popolato di quello più generico.

Sempre prendendo come riferimento iShares Eur Corporate Bond, i titoli che compongono il paniere sono quasi 3.500 contro i 2.600 circa dell’equivalente ESG con composizioni settoriali ovviamente differenti.

L’acquisto di un ETF obbligazionario corporate è finalizzato ad ottenere un rendimento superiore a fronte di un rischio maggiore di solvibilità dell’emittente. Questi premi per il rischio cambiano ovviamente per area geografica e scadenza, ma dopo i numeri molto risicati degli anni scorsi, la recente volatilità combinata al rialzo dei tassi ha offerto all’investitore rendimenti più interessanti in grado di diversificare molto meglio il portafoglio obbligazionario. Ad inizio novembre un paniere di titoli corporate Investment Grade offriva un premio, rispetto agli equivalenti titoli di stato, di poco meno di 200 punti base con una duration decisamente più contenuta (5 contro 9 dei governativi). Altro elemento da considerare, quello della duration di portafoglio quando si seleziona un ETF corporate, oltre naturalmente alla differente fiscalità applicata su cedole e capital gain. Rispetto ai titoli di stato il carico fiscale è infatti decisamente più alto per i bond corporate(26% contro 12,5% dei governativi).

In conclusione possiamo dire che il mondo degli ETF corporate bond Investment Grade rappresenta il segmento più importante dopo quello dei titoli di stato. Necessario per diversificare quegli investimenti che mirano alla conservazione del capitale ma che, con qualche rischio aggiuntivo, possono ottenere una maggiore redditività. La quotazione di numerosi ETF ESG permette anche agli investitori più sensibili al tema della sostenibilità di costruire portafogli che rispettano in pieno questi criteri.

 

 

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