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John Maynard Keynes: chi era il più influente economista del '900

Il 21 aprile del 1946 moriva John Maynard Keynes. Celebriamo l'anniversario raccontando la storia del grande economista britannico che creò la scuola keynesiana

John Maynard Keynes è stato un grande economista britannico, considerato il più influente nell'ambito economico del secolo scorso. Storico fu il suo contributo con il saggio Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, che diede origine alla "Rivoluzione keynesiana", alla base della scuola che si contrappose alla teoria economica neoclassica. Le sue idee battagliarono con quelle di Milton Friedman, facente parte della scuola monetarista e con il pensiero di Von Mises e Von Hayek di matrice austriaca.

 

John Maynard Keynes: biografia

John Maynard Keynes nacque a Cambridge il 5 giugno 1883 dall'economista John Neville Keynes e dalla scrittrice Florence Ada Brown. Dopo aver frequentato la scuola d'élite di Eton, si iscrisse alla Facoltà di Matematica presso il King's College, all'Università di Cambridge. La passione per la politica e l'economia però lo spinsero ad approfondire gli studi sempre nello stesso ateneo.

Iniziò a lavorare presso l'India Office, con mansioni molto modeste. La sua carriera di economista vera e propria iniziò nel 1912 quando divenne direttore dell'Economic Journal, che era la principale rivista accademica economica del periodo.

Successivamente occupò una posizione di rilievo presso la Royal Commission on Indian Currency and Finance, dove ebbe modo di far vedere il suo talento applicato alla teoria economica con riferimento soprattutto a questioni valutarie e creditizie. Questo gli permise poco prima dello scoppio del primo conflitto bellico di diventare consigliere del Cancelliere dello Scacchiere e del Ministero del Tesoro.

Quell'esperienza fu di enorme importanza, in quanto Keynes collezionò una serie di successi che ebbero un grande impatto per la sua carriera futura. Nel 1919 egli era il rappresentante del Tesoro alla Conferenza di pace di Versailles. Tuttavia, l'economista considerava quel trattato estremamente rigoroso verso la Germania ritenendo che ciò avrebbe scatenato ulteriori conflitti. In questo bisogna dire che fu profetico. Quelle idee furono messe nero su bianco nella pubblicazione "Le conseguenze economiche della pace" in cui manifestava l'indignazione per i pesanti danni da guerra imposte ai tedeschi dai Paesi vincitori.

Nel 1923 pubblicò il Trattato sulla riforma monetaria dove si schierò contro le politiche deflazionistiche della Gran Bretagna, sostenendo che un Paese deve perseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi e dei cambi flessibili. Quando il Regno Unito in quegli anni fu colpito da recessione e disoccupazione, Keynes portò avanti la battaglia della svalutazione monetaria per favorire l'export e aumentare la forza lavoro occupata. La sua posizione netta contro il Gold Standard fu alla base della pubblicazione del saggio "Le conseguenze economiche di Mr Churchill", nel quale alludeva proprio alla decisione del Cancelliere britannico di ripristinare il sistema basato sull'oro.

Leggendari furono gli scontri con il Presidente americano Franklin Delano Roosvelt quando nel 1937 costui decise di tagliare la spesa pubblica nella convinzione che la crisi derivante dalla Grande Depressione del '29 fosse finita. Keynes considerò l'atto un grave errore e infatti gli Stati Uniti dovettero fare i conti con 4 milioni di disoccupati a seguito di quella decisione.

 

John Maynard Keynes: la sua teoria economica

La principale opera di Keynes è datata 1936 e porta il titolo di "Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta". Il volume costituì il perno di tutta la moderna Macroeconomia dove Keynes basava la sua visione dell'economia sul concetto della domanda aggregata.

In base a questa idea, il reddito nazionale non è altro che la somma dei consumi e degli investimenti. Di conseguenza, in caso di livelli diffusi di disoccupazione e di capacità produttiva scarsamente utilizzata, basterebbe aumentare gli investimenti e i consumi per incrementare il reddito e quindi gli altri fattori come l'occupazione che ne derivano. Da ciò ne trarrebbe beneficio anche il risparmio.

Secondo Keynes, lo Stato deve intervenire agendo sulla spesa pubblica ogniqualvolta si creino delle condizioni recessive, in modo da stimolare la domanda, perché il mercato da solo, lasciato troppo libero, non è capace di raggiungere l'obiettivo.

 

Maynard Keynes: il contributo agli accordi di Bretton Woods

Nel 1944, quando ormai la Seconda Guerra Mondiale giungeva al termine, Keynes fu a capo della delegazione britannica a Bretton Wood per stipulare i famosi accordi che durarono fino all'inizio degli anni '70.  L'idea di Keynes era quella di creare una stanza di compensazione tra i debiti e i crediti dei vari Paesi attraverso una moneta denominata Bancor.

Alla sua proposta si contrapponeva quella di Harry Dexter White, rappresentante della delegazione statunitense, il quale prevedeva un ente sovranazionale dove gli Stati potevano accedere ai prestiti in base alla quota di partecipazione costituita dal capitale sottoscritto, ma sempre in un sistema che vedeva il Dollaro USA al centro delle fluttuazioni.

Alla fine si raggiunse un compromesso, dove il peso americano fu preponderante, con la costituzione dell'FMI, a cui fu affiancata la Banca Mondiale, nell'ambito della vigilanza della stabilità monetaria. Gli accordi di Bretton Woods si basarono sul sistema del Gold Standard, di cui Keynes non era di certo un accanito sostenitore. John Maynard Keynes si spense il 21 aprile del 1946, quasi un anno e mezzo dopo gli accordi di Bretton Woods, all'età di 62 anni, stroncato da un infarto.

 

John Maynard Keynes: investimenti e hobby

Il grande economista britannico fu tra l'altro anche un investitore di successo, riuscendo a costruire un patrimonio valutato con i criteri attuali in 16,5 milioni di dollari. In 17 anni, esattamente nel periodo che va dal 1928 al 1945, Keynes gestì il fondo per conto del King's College a Cambridge ottenendo un rendimento medio annuo del 13,2%, laddove la Borsa di Londra registrò un calo dello 0,5%.

Questo risultato fu eccezionale se si considera il disastro che provocò il big crash di Wall Street nel '29 e le scorie che esso lasciò sui mercati negli anni seguenti. Il segreto della sua profittabilità derivava da alcune regole che il guru di Cambridge seguiva.

Innanzitutto gli assets venivano scelti in numero ridotto e basati sul rapporto tra il prezzo e il valore effettivo sia attuale che prospettico; in secondo luogo veniva fatto un accurato raffronto con altre soluzioni alternative in base al primo criterio; in terzo luogo le posizioni aperte venivano mantenute tali anche per un periodo di tempo molto lungo fino a quando non si arrivava a target; infine il rischio era diversificato mettendo insieme attività che si muovevano in direzioni contrapposte.

Keynes fu anche un grande collezionista di libri, tra cui numerose opere di Isaac Newton, nonché collezionista di quadri e dipinti, tra i quali quelli di grandi autori come Picasso, Modigliani, Degas e molti altri. Si distinse anche per alcune attività filantropiche e per i suoi impegni politici facendo parte del Partito Liberale del Regno Unito.

 

 

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