Criptovalute: per Putin possono essere un mezzo di pagamento | Investire.biz
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Criptovalute: per Putin possono essere un mezzo di pagamento

Grande spinta alle quotazioni delle valute digitali da parte del Premier russo che le ha promosse come strumento di pagamento. La Russia farà come El Salvador? Vediamolo

Le criptovalute sono tornate a salire in queste ultime ore sospinte dall'endorsement del Presidente della Federazione russa Vladmir Putin. In un'intervista rilasciata alla CNBC, il capo del Cremlino ha mostrato molta tolleranza nei confronti delle valute digitali dichiarando che hanno il diritto di esistere e quindi di essere utilizzate come mezzo di pagamento. Putin però ha precisato che per il momento è prematuro parlare di poterle utilizzare per ricevere pagamenti delle materie prime, che costituiscono una componente essenziale dell'export russo.

In questo la Banca di Russia è stata molto chiara quando ha avvertito a più riprese della volatilità delle cripto e della loro inadeguatezza nell'utilizzo come mezzo di pagamento. Le dichiarazioni del premier russo sono per certi versi sorprendenti, dato che un mese fa egli stesso aveva affermato che chi possiede criptovalute dovesse dichiararli.

Ora però aprono una finestra che in futuro potrebbe dare l'accesso a ulteriori sviluppi. Soprattutto se si considera che la Russia dal 2014 soffre il commercio di dollari, da quando cioè è stata colpita dalle sanzioni per la vicenda riguardante la Crimea. Da allora infatti Putin cerca un'alternativa monetaria.

 

Bitcoin: il dibattito intorno alla criptovaluta è sempre vivo

La Russia ad ogni modo prende le distanze nette dal divieto della Cina di mining e utilizzo delle criptovalute nel Paese. E anzi assume delle posizioni più vicine a El Salvador, primo Paese al mondo ad avere accettato Bitcoin come corso legale.

L'impressione è che in realtà si stia creando una sorta di spaccatura tra chi vorrebbe reprimere l'uso di criptovalute e chi invece sarebbe più propenso a consacrarle in maniera definitiva. In questo si inserisce una regolamentazione che presto potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, viste le pressioni in corso da parte della Securities and Exchange Commission e di molti esponenti parlamentari.

Un passo molto importante sarà fatto con l'approvazione da parte della SEC di 4 richieste di ETF su Bitcoin lanciate da Global X Bitcoin Trust, Valkyrie XBTO Bitcoin Futures Fund, WisdomTree Bitcoin Trust e Kryptoin Bitcoin ETF. L'Autorithy finanziaria ha chiesto di aspettare e il primo pronunciamento avverrà il 21 novembre. La ragione è dettata dalla necessità di "agire sulle modifiche proposte ed esaminare eventuali commenti". La possibile approvazione darebbe inoltre ulteriore slancio a tutto il settore delle criptovalute, che vedrebbe l'ingresso a quel punto di nuovi investitori.

 

Bitcoin: la Svizzera indice un referendum popolare

Un Paese particolarmente attivo sul fronte delle valute digitali è la Svizzera. Alcuni cantoni danno la possibilità già di pagare le tasse in Bitcoin e certi Comuni consentono il regolamento di alcuni servizi con il token digitale. Inoltre la compagnia di assicurazioni Axa è pronta ad accettare il versamento dei premi degli assicurati in criptovalute. Il mese scorso infine l'Autorità svizzera di vigilanza dei mercati finanziari, la FINMA, ha approvato il primo fondo di criptovalute esistente in Svizzera.

In questo contesto, dove l'interesse dei cittadini elvetici verso le monete digitali è crescente, ha avuto luogo un'iniziativa popolare per raccogliere 100 mila firme al fine di indire un referendum che introduce il Bitcoin nella Costituzione svizzera. Non si sa se l'effetto provocato da questo movimento sarà quello sperato, di certo accrescerà la consapevolezza che qualcosa di importante nel mondo delle criptovalute succederà presto.

 

 

 

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