TIM: a CDP il 70-77% della rete unica, cosa fare con le azioni? | Investire.biz

TIM: a CDP il 70-77% della rete unica, cosa fare con le azioni?

Nella rete unica che nascerà dalla fusione dei network a banda larga di TIM e Open Fiber, CDP dovrebbe avere una quota del 70-77%. Ecco i dettagli e l'analisi grafica

In una nuova seduta ricca di dati macroeconomici (PIL italiano ed inflazione europea in primis), i principali listini azionari del Vecchio Continente dovrebbero aprire le contrattazioni in leggero ribasso. In questo contesto il FTSE Mib è atteso nei pressi dei 24.800 punti livelli che, se superati, potrebbero aprire la strada per un test sulla soglia dei 25.000 punti. Al ribasso primi importanti sostegni situati in area 24.300 punti sotto i quali si avrebbe un ritorno verso i 24.000 punti. Tra i titoli da monitorare a Piazza Affari troviamo ancora Telecom Italia, andiamo a vedere i motivi.

 

Telecom Italia: a CDP il 70-77% della rete unica

La rete unica, che dovrebbe nascere dalla fusione dei network a banda larga di TIM e Open Fiber vedrebbe, secondo la bozza del memorandum of understanding, assegnare a Cassa Depositi e Prestiti una quota di controllo controllo tra il il 70-77% della nuova entità. Le restanti quote vedono Macquarie al 12-15%, KKR al 10-13% e  Fastweb all'1-1,5%.

Inoltre, secondo le ultime notizie l'equity value di Fibercop (rete secondaria di Telecom Italia) si potrebbe attestare a 4,7 miliardi di euro, con un enterprise value di 7,7 miliardi, mentre la rete primaria appartenente a TIM avrebbe una valutazione tra i 4 e gli 8 miliardi di euro. Andiamo ora a vedere l'impostazione grafica del titolo.

 

Azioni Telecom Italia: analisi tecnica e strategie operative

La seduta di ieri ha spinto le quotazioni del titolo Telecom Italia, con volumi doppi rispetto alla media giornaliera mensile, oltre le prime resistenze posizionate in area 0,2850 euro, dove peraltro transitava il supertrend daily. Nel breve una conferma dell'azione sopra questi livelli dovrebbe rafforzare la struttura grafica, con una continuzione del trend in direzione degli 0,30 euro e a seguire 0,325 euro. Solo in caso di breakout di questi ultimi livelli i prezzi andrebbero a mettere nel mirino i massimi di marzo 2022 posti in area 0,36-0,365 euro.

Al contrario nuovi segnali di debolezza si materializzerebbero con il ritorno sotto i primi supporti in area 0,265 euro con primi target sulla soglia degli 0,25 euro. Nel caso in cui anche questi sostegni dovessero essere rotti, aumenterebbero le possibilità di un ritorno verso i minimi del 7 marzo 2022 posti sugli 0,22 euro.

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2 - Commenti

Giuseppe Foletto

Giuseppe Foletto - 01 giugno 09:24 Rispondi

Pietro Origlia

Pietro Origlia - 02 giugno 12:38 Rispondi