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FMI: crisi diversa da qualsiasi cosa si sia mai vista

Per il Fondo Monetario Internazionale i numeri lasciano pochi dubbi. Contrazione del 3% ad aprile sull’economia mondiale a causa del coronavirus.

  • Per il FMI ci troviamo di fronte a una crisi diversa da qualsiasi cosa il mondo abbia mai visto
  • Tagliate nuovamente le stime di crescita
  • Il quadro peggiora nonostante la riapertura delle economie


Quelli che il Fondo Monetario Internazionale si prepara a comunicare sono numeri che lasciano pochi dubbi. Contrazione del 3% ad aprile sull’economia mondiale a causa del Coronavirus.

Una crisi diversa da qualsiasi cosa il mondo abbia mai visto

Si tratta di un primo risultato dovuto a quella che lo stesso FMI ha definito una crisi diversa da qualsiasi cosa il mondo abbia mai visto. Una crisi, già soprannominata Great Lockdown, che è nata come emergenza sanitaria ma che presto si è trasformata in una recessione economica. Paradossalmente proprio a causa delle misure di contenimento del virus che nella stragrande maggioranza dei casi hanno imposto ad intere nazioni di fermare le rispettive produzioni. Con tutte le conseguenze del caso che hanno riguardato non solo l’economia ma anche e soprattutto il tessuto sociale e lavorativo, con un’impennata generalizzata della disoccupazione. Un quadro fosco dovuto per lo più a dati macro altrettanto pesanti. E quindi difficilmente recuperabili.

Anche la Fed è d'accordo

Dal FMI fanno infatti notare che il settore dei servizi ha dovuto accusare un colpo molto forte, troppo, per riuscire a recuperare in tempi brevi. Non solo, ma il dato rappresenta anche una particolarità. Infatti nelle precedenti crisi era più che altro il lato del manifatturiero a risentire delle problematiche principali. Una prima conferma, seppur indiretta, può essere trovata nelle posizioni della Fed. La banca centrale Usa, infatti, nelle scorse settimane aveva annunciato la sua decisione di lasciare i tassi di interesse nel range tra 0 e 0,25%, ovvero una delle fasce più basse mai registrate. Il motivo? L’economia internazionale e quella Usa in primis, avrà bisogno ancora di tempo per riuscire a stabilizzarsi. Da qui la decisione di adottare politiche estremamente accomodanti fino al 2021. Se non oltre.  

La domanda repressa

Per quanto riguarda le previsioni del FMI si tratta di una revisione al ribasso delle stime iniziali. Infatti durante le prime settimane di blocco, il Fondo Monetario Internazionale parlò di una contrazione del 3% nel 2020. Adesso le tinte appaiono ancora più fosche. Il tutto nonostante la riapertura, seppur graduale, della maggior parte delle economie. Questo perché la ripresa delle attività è stata obbligatoriamente affiancata a misure di prevenzione per evitare lo scoppio di eventuali altri focolai di infezione. Il che ha portato ad un rallentamento ulteriore e a misure differenti all’interno delle stesse nazioni. Non solo, ma guardando il tutto a livello mondiale ci si trova davanti ad una recessione che accomuna sia le grandi economie avanzate che quelle emergenti. Unica speranza? Alla prima occasione si potrebbe contare sul rimbalzo dovuto alla domanda repressa dei consumatori. Sempre che nel frattempo questi abbiano soldi da spendere.

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