FAAMG: 3 motivi per cui le azioni potrebbero scendere ancora | Investire.biz
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FAAMG: 3 motivi per cui le azioni potrebbero scendere ancora

Le Big Tech si sono riprese in Borsa dopo il lunedì nero del 4 ottobre, ma ci sono ragionevoli motivi per pensare che le azioni possano scendere ancora, vediamoli insieme

Le grandi aziende tecnologiche di Wall Street hanno vissuto la settimana appena trascorsa in maniera turbolenta. In particolare Facebook ha avuto a che fare con problematiche di sicurezza e funzionamento del software che hanno generato un black-out di 6 ore dei suoi social nella giornata di lunedì 4 ottobre. L'interruzione del servizio ha comportato un crollo di oltre il 5% delle quotazioni azionarie del colosso di Menlo Park ed è costato ben 6 miliardi di dollari a Mark Zuckerberg.

Gli altri titoli facenti parte del FAAMG hanno dovuto sopportare altrettanti perdite quel giorno, anche se in maniera contenuta. Alla fine dell'ottava però tutte, eccezion fatta per Facebook, sono riuscite a recuperato il passivo. Tuttavia, se si prende a riferimento il massimo storico del 7 settembre, i cali azionari sono molto vistosi, con Facebook che ha perso il 13,6% ed Apple che è scivolato dell'8,8%, ad esempio.

 

FAAMG: 3 motivi per cui le azioni potrebbero scendere ancora

Gli investitori adesso si pongono la domanda se la paura sia passata e le Big Tech di Wall Street possono continuare il corso rialzista che le ha viste protagoniste soprattutto durante la pandemia, oppure vi sarà un ritorno delle vendite. Ci sono almeno 3 fattori che suggeriscono di prestare la massima attenzione, vediamoli.

 

Tapering Fed

Lo spettro del tapering della Banca Centrale statunitense si aggira minaccioso per tutta la Borsa di New York, trasmettendo al mercato incertezza e volatilità. In particolar modo però sono i titoli tecnologici a essere colpiti, attraverso il canale dei rendimenti obbligazionali. I Treasury Bond USA a 10 anni sono saliti di rendimento fino all'1,61% imboccando la strada che porta ai massimi del mese di marzo a 1,75%. A settembre i T-Note rendevano appena l'1,29%.

La dinamica riflette le attese inflazionistiche e quindi l'intervento della Fed sul costo del denaro, che potrebbe essere ritoccato ben prima della data prestabilita del 2023. Quando nel 2019 il rendimento dei titoli di Stato USA decennali era arrivato all'1,75%, i prezzi medi delle azioni del NASDAQ-100 erano di 24 volte gli utili attesi, adesso sono di circa 28. Questo significa che, sebbene oggi le società tech siano più economiche rispetto a un mese fa, ancora sono abbastanza care.

 

La stagione delle trimestrali

Le trimestrali in arrivo dei FAAMG preannunciano altri ricavi e utili, ma le performance realizzate durante il recente passato sono difficilmente replicabili. Nell'anno e mezzo pandemico c'è stato uno stravolgimento assoluto nelle abitudini dei consumatori che, costretti a lockdown e quarantene, hanno dovuto attrezzarsi privilegiando l'acquisto online e l'intrattenimento attraverso i social.

Gli e-commerce come Amazon ne hanno tratto grande beneficio, così come le piattaforme social come Facebook. Di conseguenza il volume d'affari è aumentato in maniera esponenziale macinando profitti trimestre su trimestre. Oggi le persone sono tornate alla normalità e, nonostante vi sia stato un cambiamento irreversibile in certe abitudini, la concentrazione verso un solo tipo di attività è venuta meno. E' logico quindi aspettarsi una riduzione degli introiti per le Big Tech.

 

Vicende particolari

Solitamente i 5 titoli FAAMG tendono a spostarsi nella stessa direzione. Ciò non toglie che vi possano essere delle situazioni specifiche che dirottano l'andamento delle azioni in un senso opposto. Altri casi in cui accelerano o rallentano il movimento di mercato.

Facebook sta affrontando parecchie pressioni a livello normativo. L'ultima in ordine temporale arriva dall'Australia, dove le Autorità governative potrebbero adottare alcune misure per responsabilizzare società come il social più famoso del mondo in merito al materiale diffamatorio pubblicato sulle loro piattaforme. Questa minaccia arriva dopo che i dirigenti dell'azienda sono stati accusati di essere a conoscenza dell'impatto negativo che i contenuti hanno sugli utenti e di aver ingannato gli investitori con le loro dichiarazioni pubbliche.

Finora la società si è difesa, ribadendo che l'obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra il diritto di espressione libera e la sicurezza e la protezione degli utenti dai materiali scadenti. Tuttavia, le accuse da parte delle Autorithy di regolamentazione rischiano di creare una macchia che finisce per incidere sull'umore degli investitori.

Apple sta affrontando l'annoso problema dell'approvvigionamento dei chip, che probabilmente avrà qualche ripercussione nel prossimo rapporto sugli utili del 28 ottobre. Gli operatori di mercato sono ansiosi anche di conoscere come stanno andando le vendite del nuovo iPhone 13 e le prospettive per il futuro. I guadagni attesi sono comunque molto alti, ma in gran parte scontati dal mercato. Quindi qualunque notizia negativa soprattutto sul fronte della carenza dei semiconduttori potrà avere effetti esiziali sulle quotazioni.

Le interruzioni della catena di approvvigionamento peseranno presumibilmente anche su Amazon, i cui inventari potrebbero anche essere insufficienti per consegnare i prodotti durante le festività natalizie ormai alle porte.

 

 

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