I futures di Wall Street preannunciano una ripresa delle quotazioni azionarie dopo la seduta shock che ha chiuso la scorsa ottava. Le pesanti perdite di venerdì hanno alimentato i dubbi sulla durata del superciclo dell'intelligenza artificiale.
Per molti mesi, le azioni dei produttori di chip legati all'AI hanno trainato i listini americani, sulla scommessa che le grandi aziende tecnologiche continueranno per anni a investire cifre astronomiche in data center, infrastrutture dedicate e modelli AI.
La trimestrale di Broadcom, gigante statunitense dei chip personalizzati, pubblicata la scorsa settimana, ha però allarmato gli investitori. In realtà, non sono stati i conti a diffondere il panico, poiché si sono rivelati eccezionali e superiori alle aspettative. A deludere il mercato sono state invece le prospettive fornite dal management, che hanno alimentato il dubbio che la domanda legata all'intelligenza artificiale possa rallentare (Broadcom: trimestrale super non basta, la guidance affonda le azioni).
Un altro fattore che ha contribuito a peggiorare il sentiment di Wall Street sono stati i dati sull'occupazione statunitense, risultati nettamente migliori delle attese. Sembra un paradosso, ma in questa fase una buona notizia è una cattiva notizia per i mercati su questo fronte.
Un mercato del lavoro particolarmente solido potrebbe infatti rimuovere le remore della Federal Reserve ad alzare i tassi di interesse per contrastare eventuali spirali inflazionistiche derivanti dal rally dei prezzi del petrolio.
Wall Street: le banche restano ottimiste
Il dubbio che aleggia tra gli investitori è se la frenata delle azioni americane sia stata soltanto una presa di profitto oppure il segnale che il rialzo sia giunto al capolinea. Le grandi banche d'affari di Wall Street, tuttavia, sembrano propendere nettamente per la prima ipotesi.
A conferma di ciò, Citigroup è diventata l'ultima grande banca d'investimento ad alzare il proprio target per l'indice S&P 500. L'istituto prevede ora che il benchmark chiuda il 2026 a 8.100 punti, rispetto alla precedente stima di 7.700 punti.
Se la previsione si rivelasse corretta, l'indice registrerebbe un ulteriore rialzo di circa il 10% rispetto all'ultima chiusura, che si sommerebbe alla performance di quasi l'8% messa a segno da inizio anno. Citigroup ha indicato come principali motori di crescita gli utili societari e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Secondo la banca, questi fattori sarebbero in grado di compensare sia le pressioni inflazionistiche sia i rischi legati al conflitto in Medio Oriente. "Abbiamo un'elevata fiducia nella prosecuzione di risultati superiori alle attese da parte delle aziende fino alla fine dell'anno", ha affermato la banca.
Citi stima ora utili per azione dell'S&P 500 pari a 350 dollari nel 2026, rispetto ai 320 dollari previsti a dicembre dello scorso anno. Inoltre, prevede un ulteriore aumento degli EPS a 400 dollari nel 2027. Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, la banca descrive la fase attuale come un "superciclo una tantum di investimenti in conto capitale" piuttosto che come un "ciclo tradizionale".
Di conseguenza, "aumenta il peso che la crescita degli utili e le relative aspettative dovranno sostenere nel determinare l'andamento dell'indice". Secondo Citi, inoltre, gli investitori finiranno per concentrarsi sulla capacità delle aziende statunitensi di tradurre concretamente l'intelligenza artificiale in guadagni di produttività dopo il 2027.
Superato tale orizzonte temporale, "potrebbe manifestarsi un certo rallentamento, se non addirittura una contrazione, della spesa, creando le condizioni per un possibile effetto post-sbornia sui mercati azionari". Tuttavia, ha concluso la banca, "al momento questo scenario non è all'orizzonte".