Bank of America alzail livello di guardia sulle azioni europee. Il suo Momentum Conviction Indicator - l'indicatore proprietario che misura la solidità del recente andamento dei titoli e la direzione futura attesa - è precipitato a quota 17, un livello che i quantitative strategist della banca americana definiscono come zona di pericolo.
La soglia critica è fissata a 30: quando l'MCI scende al di sotto di quel valore, storicamente si registra un rischio più elevato di un brusco crollo del momentum di prezzo nell'arco delle quattro-otto settimane successive, con un orizzonte di osservazione a dodici mesi.
Paulina Strzelinska, quantitative strategist di BofA, ha evidenziato come il deterioramento del segnale sia trasversale: tutti e tre i componenti dell'indicatore - la volatilità implicita, la volatilità del momentum e il rischio di inversione del trend - stanno contribuendo al calo. Secondo Strzelinska, il quadro attuale punta "in via prioritaria a un rischio di cambio di regime guidato dalla volatilità", con alcune evidenze di accelerazione del trend, anche se non siamo ancora di fronte a "una vera e propria bolla del momentum".
Il momentum è uno dei fattori centrali nel trading quantitativo, insieme a value e volatilità, ed è ampiamente utilizzato dai fondi basati su modelli di machine learning per costruire e calibrare le posizioni in portafoglio. Un segnale di deterioramento su questo fronte può quindi innescare aggiustamenti automatici e vendite.
Azioni europee: deflussi in serie e timori di contagio dai bond
Il segnale tecnico di BofA trova conferma nei flussi di capitale. I fondi azionari focalizzati sull'Europa hanno registrato deflussi superiori a 1,5 miliardi di dollari nell'ultima settimana, portando a cinque il numero consecutivo di settimane in uscita. Si tratta di un dato che riflette una crescente avversione degli investitori verso la regione, in un momento in cui le incertezze macro restano elevate e le valutazioni azionarie continuano a essere sotto esame.
A rendere il quadro più complesso si aggiunge la preoccupazione per le dinamiche del mercato obbligazionario. Neil Birrell, Chief investment officer di Premier Miton Investors, ha sottolineato a CNBC le "visioni divergenti" che oggi separano il mercato dei bond da quello azionario sul contesto macroeconomico di fondo, avvertendo che è solo questione di tempo prima che la turbolenza sui tassi si trasmetta alle Borse.
Un'eventuale correzione sull'azionario europeo non sarebbe quindi il prodotto di un singolo fattore, ma la risultante di una serie di pressioni che si stanno accumulando: volatilità in aumento, momentum in deterioramento, flussi in uscita e un mercato obbligazionario che manda segnali di stress.
Per le azioni europee, l'insieme di questi indicatori disegna uno scenario che richiede attenzione: il margine di errore si è assottigliato e la prudenza rappresenta la risposta più razionale.