Gli investitori continuano ad avere voglia di comprare azioni. Gli indici globali viaggiano su livelli molto elevati, con il rally alimentato dalle speranze che la guerra in Iran possa finalmente giungere al termine. Molti operatori di mercato, inoltre, non vogliono perdere il treno dei rialzi, anche perché il boom dell'intelligenza artificiale è ancora nel pieno, come dimostrano i numeri emersi dalla stagione delle trimestrali.
Tuttavia, non sono del tutto tramontate le preoccupazioni legate alla possibilità che una forte correzione possa sopraggiungere da un momento all'altro. Le incertezze sugli effetti del rialzo dei prezzi del petrolio restano elevate. Lo shock energetico potrebbe colpire profondamente l'economia globale, generando contemporaneamente inflazione e recessione. Uno scenario di questo tipo rischierebbe di allontanare gli investitori dalle attività più rischiose, come le azioni.
In particolare, i titoli che hanno corso di più, come quelli tecnologici, potrebbero subire una pericolosa inversione di tendenza che richiama alla memoria la catastrofe delle dot-com di inizio millennio.
Azioni: un segnale a cui prestare attenzione
Gli osservatori finanziari stanno monitorando con attenzione tutti i segnali provenienti dall'analisi tecnica e fondamentale che potrebbero suggerire prudenza. Tra questi merita attenzione l'indicatore Bull & Bear di Bank of America.
L'indice misura il sentiment degli investitori sui mercati finanziari. In pratica, viene utilizzato per capire se gli operatori siano troppo ottimisti, ossia bull, oppure troppo pessimisti, cioè bear. Il Bull & Bear Indicator utilizza una serie di metriche sintetizzate in un unico punteggio compreso tra 0 e 10. Un valore pari o inferiore a 2 indica un pessimismo estremo del mercato, ovvero una situazione di panico generalizzato. Questo livello viene considerato un segnale di "buy", cioè un'indicazione favorevole all'acquisto. Al contrario, un punteggio pari o superiore a 8 segnala che l'euforia del mercato potrebbe essere fuori controllo. In questo caso scatta un segnale di vendita, perché i mercati potrebbero risultare surriscaldati e quindi vulnerabili a una correzione.
Attualmente, l'indicatore ha raggiunto quota 8 e si è quindi attivato il segnale contrarian. Secondo i dati di BofA, nelle 17 occasioni in cui dal 2002 si è verificato un segnale "sell", le azioni globali hanno perso in media tra il 2% e il 3% nei due o tre mesi successivi.
Gli strategist della banca americana ritengono quindi possibile qualche presa di profitto, soprattutto alla luce del rialzo dei rendimenti obbligazionari e di un consensus estremamente rialzista su azioni e utili.
Tuttavia, il team guidato da Michael Hartnett ritiene improbabile che gli investitori riducano in maniera significativa le posizioni lunghe sulle azioni prima di importanti offerte pubbliche iniziali. Già il prossimo mese è attesa a Wall Street l'IPO di SpaceX (SpaceX: c'è chi pensa che potrà valere 10.000 miliardi di dollari), appuntamento per il quale gli investitori sono letteralmente in fibrillazione.
Inoltre, secondo BofA, difficilmente si assisterà a vendite consistenti prima che le Banche centrali inaspriscano la politica monetaria, eventualità che potrebbe verificarsi solo se l'inflazione dovesse raggiungere il 4-5% nei prossimi mesi.
Dove investire?
Gli strategist di BofA indicano i titoli del settore dei beni di consumo come il miglior investimento dopo lo scoppio di una bolla speculativa. Per quanto riguarda invece le azioni legate all'intelligenza artificiale, che negli ultimi tempi hanno guidato i rialzi soprattutto a Wall Street, gli esperti puntano sulle small cap. A loro avviso, le piccole aziende che adotteranno l'AI finiranno per "distruggere monopoli, duopoli e oligopoli, proprio come avvenne alla fine degli anni '70 con il crollo delle Nifty Fifty".