Azioni Wall Street: cinque ragioni per cui il rally non è finito | Investire.biz

Azioni Wall Street: cinque ragioni per cui il rally non è finito

13 mag 2026 - 17:00

13 mag 2026 - 17:43

Dietro le oscillazioni quotidiane dei mercati, i fondamentali segnalano utili in crescita, economia solida, valutazioni sostenibili. Wall Street ha ancora carburante

Chi segue i mercati conosce bene la tentazione di confondere il rumore con il segnale. Negli ultimi mesi, tra tensioni geopolitiche, timori inflazionistici e un contesto politico in continua evoluzione, il segnale è rimasto nitido: le società americane guadagnano, e guadagnano bene.

"I bull market di lungo periodo sono sostenuti, in ultima analisi, dalla capacità di generare utili e da una crescita duratura dei flussi di cassa", evidenzia Steve Auth, Chief Investment Officer for Equities di Federated Hermes. È questo il motore che, dai minimi del 2022, ha alimentato il rialzo dell'indice S&P 500. Ed è la stessa ragione per cui ogni correzione significativa si è trasformata in un'opportunità di acquisto.

I dati della stagione degli utili del primo trimestre confermano questa lettura: in media, gli utili complessivi dell'indice battono le previsioni del 10%. Le stime per l'intero anno sono salite da 310 dollari all'inizio del 2025 a 328 dollari attuali, con gran parte di questa revisione al rialzo che si è concentrata dall'inizio del conflitto con l'Iran.

Il dato forse più significativo, però, è quello di medio periodo. Se si allarga lo sguardo agli ultimi cinque anni, evidenzia Auth, gli utili dell'S&P 500 sono cresciuti di circa il 65%, a fronte di un rialzo del mercato del "solo" 50%. Non è stata la speculazione a fare i prezzi, ma la capacità reale delle imprese di generare valore. "Un chiaro monito del fatto che sono stati gli utili a fare la maggior parte del lavoro".

Questo contesto, e siamo al secondo fattore che giustifica una prosecuzione del rally delle azioni a Wall Street, smonta anche uno degli argomenti preferiti dagli scettici: le valutazioni elevate. L'analisi di Federated Hermes distingue tra andamento dei prezzi e rischio di valutazione. Il settore tecnologico, spesso citato come l'epicentro del rischio speculativo, ha registrato un rendimento del 26% dai recenti minimi, ma negli ultimi sei mesi il guadagno si è fermato al 5%, a fronte di una crescita degli utili del 34% nello stesso periodo.

Il risultato? Le valutazioni del settore sono scese, non salite. Anche le cosiddette Magnificent Seven - le grandi piattaforme tecnologiche che storicamente trattano a multipli superiori al mercato - hanno subito una significativa compressione: i multipli sono passati da 34 volte gli utili forward a 29 volte.

Valori ancora elevati rispetto alle mediane storiche di lungo periodo, ma sostanzialmente allineati a quello che Federated Hermes considera il "fair value" di mercato, tenuto conto della crescita degli utili superiore al trend e dei margini record. Una soglia che la casa di gestione ha peraltro abbassato a 20 volte per il mercato nel suo complesso, per incorporare i rischi legati ai modelli di business asset-light e alle incertezze sul ritorno degli investimenti in intelligenza artificiale.

 

 

Fondamentali macro solidi e Fed pronta a tagliare

Al di là dei singoli risultati aziendali, il contesto macroeconomico offre un sostegno più ampio alle azioni quotate a Wall Street. Nonostante le preoccupazioni legate al conflitto con l'Iran, i dati reali dell'economia americana continuano a sorprendere in positivo.

Il mercato del lavoro è il primo elemento da considerare. Dopo una fase di debolezza nel 2025 - con una crescita media di circa 9.000 posti di lavoro al mese - la situazione è migliorata in modo deciso: nel primo trimestre, la crescita dell'occupazione non agricola ha raggiunto una media di 68.000 unità mensili. Un recupero che ha sostenuto la domanda dei consumatori, come testimoniato dai dati sulle vendite al dettaglio, che hanno registrato il più forte incremento mensile dell'ultimo anno in diverse categorie. La spesa con carta di credito e la domanda nel settore dei viaggi raccontano la stessa storia.

Auth è esplicito nel segnalare una distorsione metodologica che rischia di fuorviare l'analisi: "Abbiamo iniziato a ignorare i sondaggi sulla fiducia dei consumatori più pessimistici, che sono indicatori più attendibili del clima politico che della spesa dei consumatori". Un avvertimento che vale per chi legge i dati di sentiment come proxy dell'attività economica reale.

I consumatori, inoltre, beneficiano di un mix di fattori favorevoli: i tagli fiscali previsti dal cosiddetto "One Big Beautiful Bill", la crescita dei salari reali e livelli di ricchezza ai massimi storici.

Sul versante degli investimenti, le spese in conto capitale restano un motore potente: le prime fasi della costruzione su larga scala di data center e infrastrutture di intelligenza artificiale stanno trainando un aumento complessivo di 600 miliardi di dollari nel capex. Un ciclo che, per sua natura, alimenta l'attività economica ben oltre il perimetro del settore tecnologico.

In questo scenario, l'attesa si sposta sulla Federal Reserve. Il conflitto con l'Iran e i suoi effetti sui prezzi del petrolio hanno finora frenato la Banca centrale americana nel proseguire i tagli ai tassi. Ma con l'arrivo di Kevin Warsh alla guida della Fed e con l'inflazione core attesa in ulteriore discesa nella seconda metà dell'anno, Federated Hermes ritiene probabile che un nuovo ciclo di tagli possa prendere avvio già nel meeting di settembre.

"In un mercato del lavoro da favola - con crescita costante dell'occupazione senza un'accelerazione significativa dei salari - e con l'intelligenza artificiale e l'automazione che ampliano l'offerta di manodopera, riteniamo improbabile il rischio di un'accelerazione sostenuta dell'inflazione salariale e dei servizi", afferma Auth. 

 

 

L'intelligenza artificiale cambia i fondamentali: produttività, flussi di cassa e prospettive di lungo periodo

L'ultimo pilastro dell'analisi di Federated Hermes riguarda forse il tema più dibattuto degli ultimi due anni: l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'economia reale. Dopo mesi di promesse e proiezioni, le prove dell'effetto concreto dell'AI sulla produttività si stanno moltiplicando. E i numeri iniziano a essere convincenti.

I settori dove l'adozione dell'AI è più avanzata - software, elaborazione dati, progettazione di sistemi informatici, produzione di computer - mostrano già miglioramenti misurabili. Ma il fenomeno si estende a comparti come i servizi finanziari, i servizi professionali, il settore legale, l'istruzione e la sanità. La crescita della produttività si è rafforzata in tutti i settori rispetto al decennio pre-pandemia, suggerendo che l'AI stia amplificando una spinta all'efficienza più ampia, piuttosto che agire in modo isolato in poche nicchie tecnologiche.

La produttività media ha registrato una crescita del 3,7% per trimestre, rispetto all'1,9% del periodo pandemico. Un salto di quasi il doppio, che Federated Hermes riconduce in larga misura all'adozione crescente di strumenti basati sull'intelligenza artificiale.

Un aspetto che Auth tiene a chiarire è la natura di questo impatto sul mercato del lavoro: "L'AI sta agendo come una tecnologia in grado di potenziare la manodopera e intensificare l'impiego di capitale, piuttosto che come una tecnologia distruttrice di posti di lavoro". Il miglioramento della produttività è determinato più da una crescita più rapida della produzione che dalla sostituzione generalizzata dei lavoratori. Una distinzione particolarmente importante, tanto per la lettura macroeconomica quanto per la valutazione del rischio sociale.

Sul fronte degli hyperscaler - le grandi piattaforme cloud che stanno investendo decine di miliardi nei data center - Federated Hermes mantiene una visione ottimistica. Anche con livelli di capex elevati per i prossimi anni, la casa di gestione prevede una ripresa marcata del flusso di cassa libero, grazie all'incremento dell'utilizzo delle infrastrutture e all'ampliamento delle fonti di monetizzazione. La combinazione di produttività crescente e miglior generazione di cassa, secondo Auth, è destinata a sostenere un'ulteriore espansione del mercato.

La lettura complessiva che emerge dall'analisi di Federated Hermes è quella di un mercato azionario americano che non si regge sull'ottimismo, ma sui fondamentali: utili in crescita, macro in ripresa, valutazioni razionali e una rivoluzione tecnologica che inizia a restituire risultati tangibili.

Il rumore fa parte del gioco, ma il segnale - quando si ha la pazienza di cercarlo - raramente mente.

 

 

 

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