L'intelligenza artificiale ha trovato il suo epicentro finanziario a Seoul. L'indice Kospi continua a macinare record su record, e le grandi banche d'affari si affrettano ad aggiornare le proprie stime al rialzo, in quello che si sta configurando come uno dei rally più straordinari nella storia recente dei mercati emergenti.
JP Morgan ha alzato il proprio obiettivo rialzista per l'indice Kospi a quota 10.000 punti, dai precedenti 9.000, un livello che implicherebbe ulteriori guadagni superiori al 25% dai valori attuali. Nel suo scenario base, la banca americana stima un target di 9.000, mentre quello ribassista si attesta a 6.000 punti.
"La Corea rimane il nostro mercato preferito nella regione", hanno scritto gli strategist guidati da Mixo Das in una nota ai clienti. L'indice Kospi ha messo a segno oltre 70 nuovi massimi storici negli ultimi dodici mesi, con una progressione dell'80% abbondante nel corso di quest'anno, che si somma al +76% registrato nel 2025.
Il coro si è fatto rapidamente più numeroso. Goldman Sachs ha portato il proprio obiettivo a dodici mesi per l'indice Kospi da 8.000 a 9.000 punti, mentre Citi ha rivisto al rialzo il target da 7.000 a 8.500. Tre grandi istituzioni, una sola direzione: nord.
Indice Kospi: il motore si chiama AI, semiconduttori al cuore del boom
Il carburante del rally dell'indice Kospi ha un nome preciso: la domanda globale di infrastrutture per l'intelligenza artificiale. I beneficiari principali sono Samsung Electronics e SK Hynix, due colossi della memoria che insieme pesano per circa la metà dell'intero indice Kospi e hanno contribuito a circa il 70% dei suoi guadagni nell'anno in corso.
Secondo JP Morgan, le pressioni sui prezzi rimarranno orientate al rialzo: la domanda trainata dall'AI continua a superare l'offerta, le scorte sono contenute e la fornitura di memoria ad alta larghezza di banda - l'HBM, componente critica per i sistemi di intelligenza artificiale - è vincolata da contratti a lungo termine che lasciano poco spazio a nuovi acquirenti nel breve periodo.
Goldman Sachs sostiene il proprio obiettivo sull'indice Kospi con una stima di crescita degli utili per azione del 300% per il 2026, la più elevata tra tutti i mercati asiatici, con l'unica eccezione rappresentata dalla ripresa post-crisi del 1999. Ma la buona notizia è che il rally non si limita ai soli produttori di chip: escludendo Samsung e SK Hynix, la crescita degli utili del mercato allargato si attesterebbe comunque intorno al 42%, trascinata da industriali, chimici e finanziari. Il boom, insomma, sta contagiando l'intera economia reale.
Non a caso, Citi ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita per la Corea del Sud, prevedendo un incremento delle esportazioni di semiconduttori del 132% nell'anno in corso, grazie agli investimenti globali in infrastrutture AI.
Mixo Das ha inquadrato il fenomeno in una prospettiva più ampia: "i mercati azionari coreano e taiwanese sono sempre stati uno specchio della domanda globale, poiché la grande maggioranza delle società quotate è orientata all'export piuttosto che al mercato interno. Questo non è cambiato: è semplicemente che la domanda globale si è concentrata in modo massiccio sull'AI".
Das ha anche avvertito che l'esposizione al tema AI è ormai molto elevata su scala mondiale: "A seconda di come si misuri, il 40-45% dell'S&P 500 è riconducibile all'AI, con livelli analoghi per l'Asia escluso il Giappone, e percentuali ancora più alte per Corea e Taiwan".
JP Morgan non nasconde che il mercato appaia tecnicamente allungato dopo la corsa degli ultimi mesi e che fasi di consolidamento siano probabili. Tuttavia, la banca invita gli investitori a non "anticipare prematuramente la fine del ciclo" rialzista dell'indice Kospi, citando la persistenza degli upgrade agli utili, le riforme di governance societaria in corso e la solidità della domanda di infrastrutture AI.