Il cambio USD/JPY è volato oggi fino a 159,45, toccando il livello più alto da luglio 2024, prima di retrocedere sotto quota 159. Lo Yen continua a essere sotto pressione a causa delle preoccupazioni che, già dalla prossima settimana, il primo ministro giapponese Sanae Takaichi possa sciogliere la Camera bassa del Parlamento e indire elezioni anticipate.
Questa probabilità si fa ogni giorno più concreta, dal momento che i sondaggi sono dalla sua parte e la tentazione di capitalizzare il consenso popolare ottenendo un maggior numero di seggi parlamentari per il suo partito è molto forte. Avere un mandato elettorale pieno, senza dipendere eccessivamente dalle alleanze, è un obiettivo cruciale per la premier, che vorrebbe ridurre il rischio di shock esterni - tra cui il crollo dello Yen e l’aumento dell’inflazione - in grado di mettere a repentaglio la fiducia del popolo giapponese.
Per quanto fare valutazioni di questo tipo possa risultare pernicioso, imprimere un cambiamento politico nel Paese può rivelarsi decisivo per l’economia giapponese. Tuttavia, i mercati valutari generalmente non vedono di buon occhio mutamenti frequenti nella gestione politica di una nazione, e la vendita dello Yen riflette una certa mancanza di fiducia.
USD/JPY: intervento in vista?
La caduta dello Yen riporta al centro dell’attenzione un’altra questione: un possibile intervento del Ministero delle Finanze giapponese. Nei giorni scorsi, la ministra Satsuki Katayama ha dichiarato che il suo dicastero sta monitorando attentamente la situazione ed è pronto a intervenire direttamente sul mercato valutario qualora la speculazione crei un divario eccessivo tra il prezzo di mercato dello Yen e il suo valore effettivo.
Anche oggi Katayama ha lanciato un nuovo avvertimento verbale, affermando che Tokyo adotterà "misure appropriate contro movimenti eccessivi del mercato dei cambi, senza escludere alcuna opzione". Recentemente, la ministra ha incontrato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha condiviso le sue preoccupazioni sull’indebolimento della divisa nipponica.
Il punto chiave resta il livello di prezzo dell’USD/JPY al quale le autorità sarebbero disposte a scendere in campo con ingenti quantità di risorse per sostenere la valuta giapponese. Molti trader considerano quota 160 una soglia psicologica cruciale oltre la quale il Ministero delle Finanze potrebbe intervenire e, di conseguenza, l’avvicinarsi a questo livello accresce lo stato di allerta sui mercati.
Jeremy Stretch, responsabile della strategia G10 FX di CIBC Capital Markets, ritiene che non sia tanto rilevante il livello assoluto del cambio, quanto "la velocità con cui si muove". Tuttavia, sottolinea che anche altre coppie valutarie legate allo Yen sono sotto osservazione, non solo l’USD/JPY. Ad esempio, l’EUR/JPY si trova su livelli record.
"È il Dollaro-Yen a essere chiaramente nel mirino ed è quello su cui continuiamo a concentrarci. Ma non è l’unico elemento di questa storia. Per ora, almeno, sembra ancora una fase di osservazione e attesa per capire fin dove possa spingersi prima che le autorità vengano percepite, o temute, come pronte a intervenire", ha concluso.