Nei dati di dicembre che hanno coinvolto i prezzi al consumo, i due Paesi scandinavi hanno preso due direzioni diverse con Oslo che ha visto aumentare l’inflazione oltre le attese, 3,2% contro il 2,9% previsto nel dato headline, ma anche nel dato "core" salito al 3,1%. A Stoccolma invece l’inflazione di dicembre ha fatto registrare un raffreddamento al 2,1%, con l'indice depurato al 2,3%.
Due dinamiche differenti che potrebbero alterare le previsioni dei mercati sui tassi di interesse, ma soprattutto e questo ci interessa, la forza relativa tra le due currency nordiche.
Svezia: il mercato inizia a prezzare una stretta sui tassi
Finora la corona norvegese è rimasta sotto pressione nei confronti di quella svedese. Grazie ad un’economia di Stoccolma più pimpante rispetto a quella di Oslo, con una produzione industriale cresciuta su base annua del 3,5% e con un PIL che verrà probabilmente rivisto al rialzo nel quarto trimestre e sopra al 2%.
Il ribasso dei tassi dei mesi scorsi sembra aver sortito i giusti effetti sull’economia svedese, con il mercato che comincia a ragionare su delle mosse in aumento nel costo del denaro durante il 2026 (Banca centrale svedese: calendario riunioni Sveriges Riksbank 2026). Probabilmente il dato sull’inflazione ha solo spostato un po' più avanti l’urgenza della manovra.
Diversa la condizione della Norvegia, penalizzata da un prezzo del petrolio in ribasso negli ultimi mesi anche se il rimbalzo post vicenda Maduro potrebbe aver richiamato l’interesse di diversi investitori negli ultimi giorni molto attivi sulle cosiddette commodity currencies come il dollaro australiano.
La Banca centrale norvegese non mostra grande fretta nel voler abbassare i tassi e il dato di inflazione sembra confermare che continuerà questa prudenza. Anche perché ridurre il costo del denaro impatterebbe ulteriormente sulla già debole NOK richiamando altra inflazione.
NOK/SEK: siamo probabilmente a un punto di svolta
In quello che rappresenta il rapporto di cambio principe dell’area scandinava, notiamo che a livello grafico dalle parti di 0,90 la down trend line che unisce i minimi primari degli ultimi 10 anni sul cross potrebbe indurre ad una reazione la NOK. Reazione che sarebbe più da catalogare come da eccessivo ribasso che non di un reale tentativo di inversione di tendenza. Che si concretizzerà solo al superamento della media mobile a un anno in transito dalle parti di 0,93.

Sicuramente il tema della guadagnata competitività relativa della corona norvegese rispetto a quella svedese potrebbe tenere banco nel 2026 con gli arbitraggisti pronti a cogliere l’opportunità per riportare a valori storici più consoni il rapporto di forza relativa tra NOK e SEK. Servono però delle buone scuse per avviare questo processo. Dati di crescita, petrolio, geopolitica, tassi. Le prossime settimane saranno indubbiamente interessanti sotto questo punti di vista anche per NOK/SEK.