Il dollaro australiano e il dollaro neozelandese hanno messo in archivio un 2025 in modesto guadagno sul dollaro americano (+7% l’australiano, +3% il neozelandese), soprattutto maturato sul finale di anno grazie al combinato di forza delle commodity e debolezza del biglietto verde a cui si è sommata una politica monetaria che potrebbe vedere in Australia e Nuova Zelanda un aumento dei tassi di interesse nel corso del 2026.
Dollaro Neozelandese: attenzione alla Banca centrale
NZD/USD nel 2025 ha testato ripetutamente i supporti di area 0,55, minimi anche del 2022 e dell’era Covid a conferma della bontà del livello di supporto sul quale andare lunghi non appare mai una soluzione sbagliata.

Il recupero del kiwi delle ultime settimane del 2025 è stato soprattutto dettato da un definitivo stop nel taglio del costo del denaro da parte della Banca centrale neozelandese (RBNZ) preludendo forse ad un cambio di rotta nel corso del 2026 se l’economia dovesse recuperare il terreno perduto proprio grazie alla politica monetaria espansiva che negli ultimi mesi ha rilanciato soprattutto la fiducia di consumatori e imprese.
Graficamente siamo di fronte alla down trend line ribassista che guida il recente ribasso. Salire sopra 0,58/0,59 sarebbe un segnale bullish importante per il Kiwi anche in ottica strategica.
Dollaro Australiano: riflettori puntati su Pechino
Andando al dollaro australiano il mese di dicembre ci ha consegnato una rottura tecnica verso l’alto particolarmente significativa su AUD/USD visto che mette in discussione un bear market che affonda le sue radici nell’ormai remoto 2011.

AUD/USD chiude così l’anno a ridosso di 0.67 e sembra avere tutte le intenzioni di tentare la scalata all’ultima resistenza che precede quella che si potrebbe definire una definitiva e duratura inversione di tendenza.
La Banca centrale australiana un po' a sorpresa si è mostrata "hawkish" nell’ultima riunione di politica monetaria non escludendo manovre di rialzo nei tassi nel corso del 2026. Il rally dei metalli industriali e preziosi ha favorito le ricopertura verso una currency da sempre considerata una tipica valuta correlata all’andamento delle materie prime grazie all’importanza del settore minerario nella formazione del Pil domestico. L’altro fattore che servirà per rilasciare semaforo verde al rialzo è la Cina e la sua economia da sempre cruciale per Sidney vista la forte domanda di commodity proveniente proprio da Pechino per alimentare la sua industria.
Per AUD/USD il bull market avrebbe parecchia strada davanti se l’analisi tecnica formalizzasse le rotture tecniche di cui sopra e, assieme a NZD/USD, a certe condizioni potrebbe essere una piacevole sorpresa valutaria nel 2026.