I rendimenti dei titoli di Stato britannici toccano i massimi dal 1998, ma la sterlina resta debole: il mercato aspetta il primo budget di Healey. I titoli di Stato britannici restano sotto pressione: il rendimento del Gilt a trent'anni quota sopra il 6%, il livello più alto da inizio 1998.
In teoria rendimenti così alti dovrebbero attirare capitali e sostenere la sterlina, che invece resta debole contro il dollaro, con il cambio GBP/USD in area 1,32. Il motivo è che il mercato non sta chiedendo tassi più alti, ma garanzie sui conti pubblici: e la risposta arriverà il 28 ottobre, con il primo budget del cancelliere John Healey.
Perché i rendimenti dei Gilt sono così alti?
Il rendimento di un titolo di Stato sale quando gli investitori chiedono di più per prestare denaro a quel governo. Nel caso britannico le spinte sono quattro e si sommano: il rischio di inflazione legato al rincaro dell'energia, le attese di tassi più alti da parte della Bank of England, una grande quantità di nuovi titoli da collocare e l'incertezza sul budget.
L'offerta pesa più di quanto sembri: per l'anno fiscale 2026-27 il Tesoro britannico deve raccogliere sul mercato 257,1 miliardi di sterline, soprattutto emettendo nuovi Gilt. Più titoli da vendere, con meno compratori disposti a pagarli al prezzo di prima, significano rendimenti più alti.
Perché la sterlina non sale con i rendimenti?
Di solito rendimenti più alti attirano investitori dall'estero, che per comprare titoli britannici devono prima comprare sterline. Questa volta non succede, perché una parte del rendimento è un premio per il rischio: gli investitori lo chiedono per proteggersi da conti pubblici che temono fuori controllo, non per guadagnare di più. È un tipo di rendimento alto che allontana i capitali invece di attirarli.
Il cambio lo mostra: dopo aver perso il 2,1% a settembre, il cable è sceso a 1,32 dollari. Contro l'euro, invece, ha tenuto meglio, perché anche la moneta unica soffre per le tensioni sul debito francese.
Perché il budget del 28 ottobre conta più della Bank of England?
Sarà il primo budget di John Healey, cancelliere dal 20 luglio nel nuovo governo del primo ministro laburista Andy Burnham. Il suo margine è più stretto di quanto prevedessero i conti pubblici: le stime di marzo dell'Ufficio di bilancio britannico assumevano un rendimento trentennale del 5,1%, quasi un punto percentuale sotto i livelli attuali. Ogni punto in più si traduce in miliardi di interessi da pagare sul debito.
Se il budget convincerà i mercati che i conti sono sotto controllo, il premio per il rischio potrebbe ridursi: i rendimenti scenderebbero e la sterlina, liberata da quel peso, potrebbe recuperare. La Bank of England viene dopo: ha lasciato i tassi al 3,75% a settembre, con tre membri del comitato su nove a favore di un rialzo al 4%, e tornerà a riunirsi il 5 novembre.
È come la crisi di Liz Truss del 2022?
Il confronto è inevitabile. Il 23 settembre 2022 il cancelliere Kwasi Kwarteng presentò il mini-budget del governo Truss, con tagli alle tasse senza coperture: in pochi giorni il rendimento trentennale salì fino a circa il 5,1%, i fondi pensione furono costretti a vendere e la Bank of England dovette intervenire d'urgenza.
Oggi i rendimenti sono più alti di allora, ma ci sono arrivati in modo molto più lento e insieme a quelli di altri Paesi, in una vendita di titoli di Stato che riguarda anche Stati Uniti e Francia. La differenza è proprio questa: nel 2022 il mercato puniva una scelta improvvisa, oggi sta chiedendo un piano.
Come sono posizionati i grandi speculatori sulla sterlina?
Secondo i dati del report COT elaborati da Forecaster.biz, i fondi a leva, la parte più attiva degli speculatori, hanno una posizione netta rialzista sulla sterlina ma modesta, intorno al 5-7% dei contratti aperti, lontana dal picco di oltre il 40% toccato a metà 2024. Gli operatori non commerciali sono invece venditori netti, intorno al 25-30%.
È un mercato diviso, non schierato in massa da una parte sola: per questo il budget può muovere il cambio in entrambe le direzioni. Il primo banco di prova è il 28 ottobre, il secondo la prossima riunione della Bank of England (Calendario riunioni BoE 2026: i meeting della Bank of England).