Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un movimento significativo sui beni rifugio per eccellenza: oro e franco svizzero. Chi ha seguito le nostre analisi recenti sa che ci troviamo ora con portafogli in forte guadagno, dato che entrambi gli asset hanno registrato rialzi imponenti. Di fronte a queste performance, la domanda sorge spontanea: cosa fare adesso? Si continua a comprare o si incassa?
La mia risposta è la prima: continuiamo a comprare, ma dobbiamo farlo con intelligenza. Quando uno strumento finanziario si muove con tale violenza, la volatilità è dietro l'angolo e i rintracciamenti possono essere repentini. È il momento di ristrutturare la strategia, passando dall'euforia del guadagno alla pianificazione razionale. Grazie all'analisi dati fornita dal Forecaster, possiamo individuare con precisione i punti di ingresso migliori per cavalcare il trend di lungo periodo senza esporci a rischi inutili sui massimi storici.
L'oro verso i 10.000 dollari: una visione di lungo periodo
La nostra precedente strategia rialzista, costruita sui minimi relativi di fine ottobre/inizio novembre 2025, ha dato i suoi frutti. Avevamo un target ambizioso a ridosso dei 4.800 dollari per oncia, e non solo lo abbiamo raggiunto, ma il prezzo ha sfondato la soglia psicologica dei 5.000 dollari.
Nonostante questi livelli record, la mia convinzione è che il metallo giallo continuerà a salire nel lungo termine. Il motore di questa salita non è speculativo, ma strutturale: le Banche centrali stanno accumulando oro fisico a ritmi sostenuti. C'è una evidente crisi di fiducia verso le valute fiat, in particolare verso il dollaro americano, e una crescente diffidenza tra le nazioni. Questo scenario macroeconomico mi porta a stimare un target di lungo periodo di 10.000 dollari per oncia.
Tuttavia, entrare ora a occhi chiusi sarebbe un errore. Dobbiamo capire cosa aspettarci nel breve termine.
Analisi stagionale e correlazioni sul Forecaster: attenzione a febbraio
Utilizzando il Forecaster per analizzare la stagionalità dell'oro, emerge un dato inequivocabile: il mese di febbraio è statisticamente negativo. Questo pattern si ripete sia osservando gli ultimi 10 anni, sia estendendo l'analisi a 15 o 20 anni. Storicamente, in questo periodo dell'anno, l'oro tende a rifiature.
Approfondendo l'analisi con il grafico della "correlazione" presente nel software, notiamo un dettaglio fondamentale: l'andamento attuale dell'oro è correlato al 96% con il 1996. Se guardiamo a cosa è successo in quell'anno, proprio tra fine gennaio e febbraio, l'oro subì un ribasso significativo del 5,8%.
Dal punto di vista operativo, questa è un'ottima notizia. Dato che i prezzi sono saliti tantissimo, un rintracciamento statistico è esattamente ciò che ci serve per rientrare a mercato a prezzi migliori. Non avendo posizioni speculative attive sul nuovo conto in questo momento, la mia strategia sarà attendista: aspetterò due giornate consecutive di ribasso marcato per iniziare a comprare, accumulando posizioni finché non vedremo nuovi massimi.
Fonte: Forecaster.biz
Il segnale rialzista nascosto nel COT report
Per chi trada materie prime, il Commitment of Traders (COT) report è uno strumento imprescindibile, e il Forecaster ci permette di analizzarlo in modo dettagliato, focalizzandoci sui "Commercials" o Produttori.
I produttori sono coloro che estraggono e lavorano l'oro. Conoscono la materia prima meglio di chiunque altro: sanno i costi di estrazione, raffinazione e vedono il flusso reale degli ordini. Storicamente, i produttori utilizzano i contratti future per coprirsi (hedging) dal rischio di crollo dei prezzi. Funziona così:
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Estraggono l'oro (processo che richiede mesi prima della vendita).
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Aprono posizioni short sui future per bloccare il prezzo.
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Se il prezzo crolla, perdono sul fisico ma guadagnano sul future, annullando il rischio.
Di norma, più il prezzo sale, più i produttori aumentano le posizioni short per assicurarsi contro un'inversione. Ma cosa sta succedendo oggi? Osservando i dati sul Forecaster, vediamo un'anomalia rialzista potentissima: nonostante il prezzo sia ai massimi storici, le posizioni nette dei produttori stanno tornando verso lo zero. Gli short stanno diminuendo invece di aumentare.
Questo significa che i produttori non si stanno coprendo. Hanno talmente tanta fiducia che il prezzo continuerà a salire che preferiscono correre il rischio piuttosto che pagare per un'assicurazione (lo short) che limiterebbe i loro guadagni. È una conferma magnifica della forza del trend sottostante.
Fonte: Forecaster.biz
Proiezioni operative sul metallo giallo
La funzione Projection del Forecaster, che simula il comportamento futuro basandosi su pattern passati simili (QUI trovate come funziona), ci invita alla cautela nel brevissimo termine. Le proiezioni attuali sono ribassiste, con una media che suggerisce un possibile calo del 13,78% (con range tra -7% e -15%).
Abbiamo quindi una convergenza di segnali per il breve periodo:
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Prezzi estesi.
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Stagionalità di febbraio negativa.
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Correlazione con il 2023 (ribasso).
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Proiezione del software negativa.
Tutto questo conferma la strategia: attendere il ritracciamento fisiologico (magari un ritorno in area 4.800 dollari) per comprare, forti del segnale di lungo periodo dei produttori che non si stanno coprendo.
Fonte: Forecaster.biz
Franco svizzero: la strategia short su EUR/CHF
Spostiamo ora l'attenzione sull'altro grande bene rifugio: il franco svizzero. La nostra visione rimane coerente: il franco, insieme all'oro, uno dei pochissimi asset "sicuri" rimasti. Di conseguenza, la nostra operatività si concentra sul vendere il cambio EUR/CHF (Euro contro Franco), scommettendo quindi su un apprezzamento della valuta elvetica.
Il cambio ha recentemente toccato nuovi minimi storici, confermando la bontà delle posizioni ribassiste aperte in precedenza. Anche se siamo su livelli estremi, l'analisi tecnica di lungo periodo mostra un triangolo ribassista formatosi negli ultimi tre anni che è pronto a generare un movimento esplosivo verso il basso.
Fonte: Forecaster.biz
Stagionalità e correlazioni sul cambio
Analizzando il franco svizzero sul Forecaster, la stagionalità supporta la nostra visione short. Sia a 10 che a 15 anni, il mese di febbraio è statisticamente ribassista per EUR/CHF. Anzi, guardando lo storico, i mesi da febbraio a luglio tendono a essere negativi per questo cambio.
Ancora più interessante è la correlazione: il prezzo attuale si sta muovendo in modo quasi identico all'anno 2020. In quell'anno, da febbraio a maggio, il cambio EUR/CHF perse l'1,9%. Considerando il contesto macroeconomico (fuga verso i beni rifugio) e la stagionalità, le probabilità che il trend continui sono altissime.
Fonte: Forecaster.biz
Target e gestione della posizione
La funzione Projection del Forecaster su questo asset è perentoria: escludendo falsi segnali, la probabilità di ribasso è indicata al 100% con una robustezza della previsione di 5 su 5. Anche guardando indietro nel tempo, la proiezione rimane estremamente negativa.
Per chi non ha ancora posizioni, i livelli attuali sono già validi per iniziare a costruire una strategia short.
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Strategia: Entrare short su EUR/CHF.
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Gestione: Se il prezzo dovesse rimbalzare verso 0,93, si sfrutta l'occasione per incrementare la posizione (mediare il prezzo di carico).
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Target: Basandoci sulla volatilità storica e sulla stagionalità (potenziale movimento dell'1,8%), il nostro obiettivo è vedere il cambio scendere sotto quota 0,91.
Fonte: Forecaster.biz
In conclusione, la strategia è chiara: sfruttare i ritracciamenti per accumulare oro e vendere i rimbalzi per shortare EUR/CHF. I dati del Forecaster ci offrono una mappa precisa per navigare questi mercati turbolenti, permettendoci di allineare le nostre posizioni con i grandi movimenti macroeconomici in atto. E voi che ne pensate?
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