In stile BCE, anche la RBNZ decide salomonicamente di alzare i tassi di interesse di 25 punti base, ma a differenza di Francoforte, i neozelandesi confermano che altri aumenti dei tassi arriveranno. Una visione "hawkish" probabilmente collegata al riaccendersi delle tensioni nel Golfo. Se nel meeting di maggio la RBNZ era stata esplicita nell’annunciare la manovra, ora le indicazioni si fanno più incerte.
Entro dodici mesi il mercato prevede un aumento dei tassi di 100 punti base, decisamente di più rispetto a ciò che si attendeva pre meeting. L’inflazione nel primo trimestre dell’anno è risultata sopra al 3% e in accelerazione dal 2,2% precedente. Con la polvere che si è risollevata nel Golfo Persico con le armi che tornano a farsi sentire, questo fattore sembra consigliare alla RBNZ un approccio più rigido sul costo del denaro da adesso in avanti.
NZD/USD: focus sul supporto a 0,55
Chiaramente l’evolvere degli eventi rende particolarmente difficile avere visibilità sul prossimo sentiero dei tassi di interesse, ma è indubbio che la recente decisione ha fatto bene al Kiwi (come viene chiamato il cambio NZD/USD) sempre più pericolosamente vicino ai supporti critici.
Nelle ultime settimane il neozelandese aveva subito un certo raffreddamento nell’interesse di investitori alla costante ricerca di opportunità di rendimento differenziale, cosa che il Kiwi non può offrire visto che i tassi sono nettamente inferiori rispetto a quelli americani. Ancora oggi quel 2,5% nei tassi ufficiali non sembra così allettante, ma la prospettiva della politica monetaria è cambiata e questo è bastato ai mercati per allontanarsi dalla zona critica.

La valenza di area 0,55, supporto che dalla pandemia in avanti ha sempre arginato la discesa di NZD/USD è notevole. Se interessata nuovamente questa zona potrebbe offrire una buona opportunità contrarian per chi è ancora fuori dal Kiwi; attenzione però ad un eventuale break ribassista che provocherebbe un inasprimento del ribasso a causa di una marea di stop posizionati poco sotto questo livello da parte di trader alla ricerca del rimbalzo che scatenerebbe una vera e propria fase di panic selling.
Per quello che riguarda EUR/NZD, non è stato superato nel recente movimento rialzista il massimo di aprile di 2,03 e ora il mercato guarda ai supporti, anche qui decisivi, posizionati attorno a 1,95. In diverse occasioni nel corso di questo 2026 questo livello è stato sollecitato. Andare lunghi di neozelandese via bond o semplice forex per un europeo ha senso solo in caso di rottura ribassista confermata in chiusura di settimana. Fino a quel momento la prudenza nell’andare controtendenza è d’obbligo.