Non è stato l’anno del dollaro americano il 2025. Con un calo del 14% il biglietto verde controbilancia il positivo 2024 e fa peggio di una valuta che invece continua a perdere pezzi per il secondo anno consecutivo come lo yen giapponese, che manda l'anno in archivio una perdita del 13%.
L’euro in realtà si è dimostrata la valuta dell’anno perdendo terreno a livello di cambio spot solo nei confronti di una eccellente corona svedese che ha realizzato un guadagno del 6%, questo nonostante la Svezia abbia abbassato i tassi ad un livello inferiore a quello dell’Eurozona.
Assieme al franco svizzero in moderato guadagno (+1%), la corona svedese è stata l’unica divisa del blocco G10 a guadagnare terreno; invariata nel 2025 è risultata l’altra valuta scandinava la corona norvegese. Curioso notare come le prime due divise siano quelle con i tassi più bassi in Europa.
Male le valute del blocco commodity currencies con dollaro canadese e neozelandese in perdita del 9%.
Valute emergenti: male lira turca e yuan
Passando al mondo emergente, spicca il dominio incontrastato del rublo russo, in guadagno del 20%, ma anche qui l’euro ha dettato la sua legge. Solo zloty polacco e peso messicano hanno strappato marginali segni positivi.
Male la lira turca che vede annullati tutti i benefici del generoso flusso cedolare con un calo del 38%, seguita da rupia indiana e indonesiana giù rispettivamente del 20% e del 17%. In perdita del 10% anche lo yuan cinese. Le due valute asiatiche, rupia indiana e yuan cinese, hanno sofferto rispettivamente di una disaffezione degli investitori esteri sulla valuta di Dehli nonostante gli alti rendimenti.
Per quello che riguarda invece la valuta cinese il calo è stato causato da una politica monetaria decisamente dovish nel tentativo di scacciare una deflazione che sembra sempre più difficile da sradicare in una Cina alle prese con una crisi di domanda interna.
Performance a 5 anni: spicca il franco svizzero
Questo 2025 permette anche di tirare un bilancio a 5 anni sull’andamento delle principali valute sviluppate ed emergenti contro euro. Sempre al netto del rateo interessi (per alcune di queste divise particolarmente importante) il franco svizzero è risultato la divisa più forte del blocco G10 con un guadagno del 14%.
Solo dollaro americano e sterlina inglese mettono il segno più davanti al bilancio con guadagni molto marginali del 3% sull’euro. Malissimo lo yen giapponese con un calo di quasi il 50% in 5 anni, ma calo in doppia cifra anche per dollaro neozelandese, corona norvegese e dollaro australiano, tutte commodity currencies.
Andando nel mondo emergente peso messicano e zloty polacco si confermano anche a distanza di 5 anni valute che hanno arricchito il flusso cedolare con guadagni in conto valutario rispettivamente del 13% e del 7%. Al lato opposto della classifica malissimo la lira turca che supera il 450% di calo, mentre a distanze più accettabili di svalutazione troviamo Won sudcoreano (-30%) e rupia indiana (-18%).
Vedremo chi sarà la regina del forex in un 2026 dove le elezioni di medio termine in America e il cambio di Presidente alla Fed potrebbero essere due market mover particolarmente importanti.