Il cambio EUR/USD si mantiene in area 1,16, conservando il forte recupero registrato nella seduta precedente quando il dollaro ha subito una decisa pressione in vendita. Nelle prime contrattazioni asiatiche di venerdì, il cross si è mantenuto intorno a 1,1630, preservando gran parte dei guadagni maturati giovedì.
Il movimento riflette soprattutto la revisione delle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve, dopo le dichiarazioni del governatore Christopher Waller. L'attenzione degli operatori è ora rivolta al rapporto sul mercato del lavoro statunitense di agosto, in calendario oggi, che potrebbe fornire indicazioni decisive sulle prossime mosse della banca centrale.
Waller ridimensiona le aspettative di un rialzo dei tassi
A sostenere l'euro è stato soprattutto il cambio di tono arrivato da Waller. Il governatore della Fed ha dichiarato di essere orientato a sostenere una pausa sui tassi nella riunione del 15-16 settembre, a condizione che i prossimi dati sull'inflazione confermino i recenti segnali di moderazione (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026).
Waller ha sottolineato che l'inflazione rimane significativamente al di sopra dell'obiettivo del 2%, ma ha evidenziato progressi recenti sul fronte delle pressioni inflazionistiche. La sua posizione ha contribuito a ridurre le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi nel mese di settembre.
Le dichiarazioni hanno assunto particolare rilevanza perché arrivano dopo il tono più prudente del presidente della Fed Kevin Warsh, che a Jackson Hole aveva segnalato come i recenti dati sull'inflazione non fossero ancora sufficienti per concludere che le pressioni sottostanti stessero migliorando in modo significativo.
All'interno della banca centrale resta quindi una certa divergenza sulla velocità con cui procedere sul fronte della politica monetaria, lasciando i mercati ancora fortemente dipendenti dai prossimi dati macroeconomici.
Il mercato del lavoro USA al centro dell'attenzione
Il rapporto sui Non Farm Payrolls di agosto rappresenta il prossimo test per le aspettative sui tassi. Secondo le stime riportate alla vigilia, l'economia statunitense dovrebbe aver creato circa 53.000 nuovi posti di lavoro, dopo il calo di 23.000 unità registrato a luglio.
Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,1%. Il dato arriva inoltre dopo il rapporto ADP, che ha evidenziato una crescita di appena 38.000 occupati nel settore privato ad agosto, al di sotto delle attese di 47.000 e ai minimi da gennaio.
Il rapporto ADP non costituisce una replica perfetta dei Non Farm Payrolls ufficiali, ma contribuisce a delineare un quadro di moderazione del mercato del lavoro. Per gli operatori, quindi, non sarà importante soltanto il numero headline dei nuovi occupati, ma anche l'eventuale revisione dei dati precedenti, il tasso di disoccupazione e l'andamento dei salari, elementi che possono modificare la valutazione della Fed sul rapporto tra occupazione e inflazione.
Dollaro sotto pressione, ma il quadro resta incerto
Il recente movimento del cambio riflette quindi un ridimensionamento delle aspettative di una stretta monetaria imminente. Il Dollar Index, che misura l'andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, è sceso verso quota 99, ai minimi della seduta precedente. Contestualmente, i Treasury hanno beneficiato del cambio di aspettative sulla Fed, con il rendimento del decennale USA sceso intorno al 4,74% e quello biennale in area 4,32%.
Il mercato resta tuttavia in una posizione di attesa. Un rapporto sul lavoro più debole delle aspettative potrebbe rafforzare l'ipotesi di una Fed più prudente e aumentare la pressione sul dollaro, mentre una sorpresa positiva sui Non Farm Payrolls, soprattutto se accompagnata da un'accelerazione dei salari, potrebbe riaccendere le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre e sostenere il biglietto verde. Waller stesso ha lasciato aperta questa seconda possibilità, precisando che un peggioramento dei dati sull'inflazione potrebbe modificare la sua posizione.
La reazione del cambio dipenderà dalla Fed
Il rapporto sul mercato del lavoro arriva quindi in un momento particolarmente delicato per EUR/USD. Da un lato, il recente rallentamento dell'occupazione e il tono più accomodante di Waller hanno ridotto il sostegno al dollaro; dall'altro, l'inflazione rimane ancora sopra l'obiettivo della Fed e mantiene aperta la possibilità di una politica monetaria più restrittiva.
La combinazione tra Non Farm Payrolls, disoccupazione e salari potrebbe dunque determinare un nuovo movimento significativo sul mercato valutario, soprattutto considerando che la riunione della Fed di metà settembre si avvicina.
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