La Cina rappresenta un Paese di cui conosciamo l’enorme potenziale economico, ma anche quello diplomatico non è irrilevante e nel recente conflitto tra Iran e Stati Uniti può giocare un ruolo decisivo per determinare le sorti della guerra. Ma la Cina può anche essere un attore ben più importante qualora l’America decidesse di imporre sanzioni a chi tratta con l’Iran a livello commerciale.
Il 90% dell’export iraniano va in Cina ed è evidente quello che potrebbe essere l’impatto sul sistema finanziario cinese qualora Washington decidesse di far pagare sanzioni a chi scambia merci e denaro con Teheran.
Gli effetti sui bond americani, con rendimenti in costante rialzo, ci stanno dicendo che la posta in gioco va ben al di là di una fiammata dell’inflazione, ma ci sono anche flussi che si potrebbero improvvisamente interrompere facendo schizzare verso l’alto i tassi e rendendo la gestione del debito a quel punto un evento di portata mondiale con conseguenze finanziarie difficilmente immaginabili.
Cina: lo spauracchio giapponese
La Cina si trova al momento di fronte ad una domanda interna che rimane fiacca, con la crescita recente delle vendite al dettaglio dello 0,6% su base annua che risulta distante da quel +1,5% previsto dal consensus.
Un fenomeno non nuovo e che dalla pandemia in avanti sta accompagnando l’economia cinese con crisi immobiliare, ma anche una dinamica occupazionale fiacca che assieme incidono sulla fiducia dei consumatori. Nell’ultimo mese anche gli investimenti fissi hanno perso terreno con esternalizzazioni e sovracapacità produttiva che rischiano di mettere sotto maggiore pressione il mercato del lavoro con disoccupazione salita al 5,2%. Se l’export è delizia, la domanda interna è una croce e la Cina corre il rischia di assomigliare nell’esperienza sempre più al Giappone.
EUR/CNY in direzione 7,5
Il cambio USD/CNY è ormai arrivato a ridosso di quella zona di 6,7 considerata come target ideale di questo movimento ribassista di indubbia portata e che sembra aver trasformato lo yuan in un vero e proprio porto sicuro durante crisi geopolitiche e debasement trade. USD/CNY ha però anche raggiunto un ipervenduto mensile che sembra suggerire come i margini di ulteriore guadagno siano limitati almeno nell’immediato.

Per quello che riguarda EUR/CNY il rimbalzo in corso assomiglia ad un pull back che poco sotto 8 dovrebbe esaurire la sua spinta propulsiva. Se effettivamente questa zona di resistenza reggerà nelle prossime settimane, per l’investitore europeo potrebbe rappresentare una finestra di ingresso interessante scommettendo naturalmente sul proseguimento del bear market cominciato poco più di un anno fa. A 7,5 EUR/CNY troverebbe così un primo vero banco di prova per le sue ambizioni future.