La recente escalation commerciale tra Stati Uniti e Canada non coglie di sorpresa gli operatori viste le continue punzecchiature tra i due leader Carney e Trump negli ultimi mesi su questione non esclusivamente economiche. E così il brusco stallo nei negoziati sulle tariffe doganali ha riacceso lo scontro.
Donald Trump ha annunciato dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di beni canadesi, minacciando di estendere le restrizioni. La replica del Primo Ministro canadese Mark Carney non si è fatta attendere denunciando le pretese americane come un tentativo di minare la sovranità economica di Ottawa.
Sullo sfondo di questa crisi vi è un’asimmetrica e profonda dipendenza economica. Il Canada sa che oltre il 75% delle sue esportazioni è diretto verso il mercato statunitense, rendendo l'economia canadese estremamente vulnerabile ai sussulti protezionistici di Washington.
Sebbene il Canada sia un fornitore chiave per gli USA, le conseguenze per l’intera economia potrebbero essere nell’immediato recessive e questo spiega l’attivismo di Carney verso la chiusura di accordi economici con Cina ed Europa.
Guerra dei dazi: finora impatto marginale sul dollaro canadese
L'impatto sul dollaro canadese è stato finora marginale grazie anche ad un contesto geopolitico di tensione sui prezzi dell’energia che fanno bene ad un paese esportatore come il Canada.
Indubbiamente i dazi riducono la domanda di beni e materie prime canadesi, impoverendo i flussi commerciali diretti verso Ottawa e indebolendo in teoria la valuta locale rispetto al biglietto verde. Non è un caso che USD/CAD, dopo una discesa di quasi cinque figure fino a 1,37, è bruscamente rimbalzato verso l’alto dopo la notizia.
A questo si aggiunge che il rischio di contrazione economica potrebbe spingere la Bank of Canada verso tagli dei tassi di interesse per sostenere la crescita locale, allargando il differenziale con i tassi USA e spingendo ulteriormente al ribasso la divisa canadese.
Il braccio di ferro tra i due Paesi rischia quindi di vedere il CAD come vittima di una fase di incertezza per ora tamponata dal ricco fatturato generato dai rialzi nel valore di export di petrolio e gas.
Analisi EUR/CAD
Osservando l’andamento di EUR/CAD non possiamo escludere un nuovo tentativo di sollecitare le resistenze comprese tra 1,62 e 1,63, livelli che da mesi stanno contenendo in modo eccellente le spinte della moneta europea.

Ribadisco che su questi livelli il dollaro canadese appare un’opzione interessante anche perché personalmente escludo un ribasso dei tassi a breve visto il rischio di upside dell’inflazione.
Più probabile un galleggiare tra 1,60 e 1,63 ancora per un po' in quella che dovrebbe rivelarsi più avanti come un’opera di accumulazione di CAD da parte degli operatori forex.