In queste ultime settimane i mercati hanno espresso in modo abbastanza chiaro la preferenza verso alcune valute emergenti, soprattutto quelle esposte al ciclo delle materie prime. Tra queste ci sono il real brasiliano e il Rand sudafricano.
Rand sudafricano: in attesa di un pullback
Per la valuta africana una conferma dopo i segnali tecnici espressi nei mesi scorsi. USD/ZAR è un classico rapporto di cambio che lega alla volatilità dei mercati finanziari e all’andamento dei prezzi delle materie prime il proprio destino.
I mercati azionari sappiamo che sono sempre vicini ai loro massimi storici e questo ha favorito la discesa di USD/ZAR in un contesto di per sé già favorevole grazie ai generosi tassi reali offerti dai bond sudafricani. Il rally dell’oro (e dei preziosi in generale) ha contribuito a fare il resto essendo il Sud Africa uno dei principali produttori di metalli preziosi.
La banca centrale la scorsa settimana ha mantenuto i tassi di interesse fermi al 6,75% garantendo ancora un ampio margine di rendimenti reali ad un mercato che ovviamente ha apprezzato. La discesa dell’inflazione core sudafricana al 3,3% non basta secondo la Banca centrale. Servono ulteriori conferme per procedere ad una riduzione dei tassi.

Cosa potrebbe accadere adesso a USD/ZAR? Volatilità sull'azionario o discesa dell'oro sono due fattori che potrebbero destabilizzare il Rand, ma sinceramente un ritorno (il classico pullback) verso area 17 di USD/ZAR potrebbe essere interessante per aumentare le posizioni short sul cambio.
Real brasiliano: attacco in corso
Ma c’è anche un altro cambio emergente che si sta rendendo protagonista di un movimento interessante. Sto parlando di USD/BRL.
Nonostante le tensioni collegate ai dazi e l’incertezza elettorale per l’appuntamento presidenziale previsto per l’autunno 2026, il mercato non si lascia sfuggire la ghiotta occasione di acquistare Real e carta brasiliana visti i rendimenti reali più generosi nell’universo dei bond emergenti offerti in questo momento.
La Banca centrale brasiliana ha contribuito a questo appeal della divisa sudamericana mantenendo i tassi al 15%, il più alto livello dal 2006. I banchieri centrali brasiliani hanno espresso cautela alla luce delle incertezze globali provocate dai dazi americani e nonostante il Real forte abbia permesso all’inflazione di scendere sotto il 4,5% invocano cautela nel ridurre i tassi.
Notizia che ha favorito gli acquisti di Real con il cambio USD/BRL che sta attaccando una zona di supporto molto importante contro dollaro che è quella di 5.

Violare al ribasso questa zona di prezzo psicologica ci porterebbe a 4,7, zona di minimi del 2022 e del 2023. Sotto 4,7 non ci sarebbero molti dubbi su quale preferenza dare al Real in una ideale asset allocation valutaria che assieme al Rand favorirebbe una sempre maggiore esposizione ai bond emergenti.