Non servono grandi giri di parole per capire cosa sta accadendo sul rapporto di cambio tra AUD/JPY. Un tempo tipico cross che segnalava i momenti migliori o peggiori per attuare la cosiddetta strategia del carry trade, ovvero finanziarsi a basso costo (tipicamente con lo yen giapponese) per acquistare bond ad alto rendimento (tipicamente il dollaro australiano o neozelandese). Oggi le cose sono un po' cambiare ma osservando il grafico AUD/JPY ingolosisce i trader.
Lo yen giapponese rimane una valuta a basso rendimento (i tassi ufficiali sono ancora sotto l’1%), ma i rendimenti a lunga scadenza in forte crescita segnalano che questa politica potrebbe presto lasciare strada ad un ispessimento del costo del denaro.
I fattori che indeboliscono lo yen, aussie spinto dalle commodity
Un qualcosa che solitamente disturba i carry trader che però stanno vedendo nello yen una valuta molto fragile a causa di un mix tossico di debito alto, costo del debito in aumento, instabilità politica (a breve nuove elezioni) ed economia che migliora ma solo grazie alla svalutazione del cambio. I tassi reali ampiamente negativi (l’inflazione è sopra il 2%) fanno il resto contribuendo a spingere lo yen in basso costringendo la Bank of Japan ad intervenire a difesa della valuta domestica.
Dall’altra parte c’è un dollaro australiano che grazie al rialzo dei prezzi delle commodity, soprattutto metalli preziosi e industriali, ha recuperato terreno. I buoni dati emersi di recente sullo stato dell’occupazione e dell’inflazione in leggere aumento, potrebbero portare ad un aumento dei tassi di interesse che ovviamente darebbe ulteriore beneficio ad un Aussie tornato a 0,70 contro dollaro USA.
AUD/JPY: il grafico ingolosisce
AUD/JPY è l’incrocio di tutte queste tendenze e sfida, come scritto nel titolo, la forza di gravità visto che si presenta al cospetto di massimi già visti nell’estate del 2024 e di nuovo nel 2007.
Una data che fa tremare i polsi ma che potremmo anestetizzare pensando che andando ancora più indietro, ovvero al 1997, il massimo primario di AUD/JPY anticipò di qualche anno lo scoppio della bolla del 2000.

Se AUD/JPY non può quindi fornirci indicazioni precise di timing circa il cosa fare sui mercati azionari, per i trader l’andare short su AUD/JPY potrebbe essere una ghiotta occasione per confidare su un ritorno del cross verso un sentiero “medio” secolare. In questi casi i pericoli sono ovviamente tanti.
A partire dal momentum che potrebbe per la prima volta dal 1990 spingere AUD/JPY sopra 110, al carry negativo di rendimento (finanziandosi in dollari australiani ad un costo superiore a quello del rendimento dello yen), fino alla correlazione con quelle materie prime che lega l’AUD alle commodity le quali potrebbero essere all’alba a loro volta di un ciclo di rialzo.
I rischi insomma sono tanti, ma il grafico ingolosisce. Per chi ha coraggio e margin call da spendere AUD/JPY vicino a 110 può rappresentare una buona occasione per tentare la speculazione di un processo di mean reversion.