Lo scoppio della guerra in Iran sta premiando soprattutto i Paesi produttori di petrolio, che naturalmente vedono il loro “fatturato” salire grazie all’aumento delle quotazioni innescato dal blocco di diversi siti produttivi nel Golfo e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Seppur in ridimensionamento nelle ultime ore, i prezzi di gas e petrolio rimangono alti e Paesi come Canada e Norvegia, grandi produttori di oro nero, hanno beneficiato di questi nuovi scenari a discapito di altre aree economiche che invece sono consumatori di petrolio. Come gli emergenti, ma soprattutto l’Europa.
E così per EUR/NOK ed EUR/CAD si è verificato un calo piuttosto consistente che mette in crisi il bull market che l’euro aveva portato avanti fino ad ora. Andiamo a vedere nel dettaglio i due cross valutari.
Analisi EUR/CAD: attenzione al supporto dinamico
Per quello che riguarda EUR/CAD, siamo ovviamente ancora all’interno di una fase correttiva di un bull market cominciato nel 2022 e che ha visto il Canada bersaglio dei dazi di Trump, ma anche del calo del prezzo del petrolio (fino allo scoppio della guerra) e di una politica monetaria di tagli nei tassi piuttosto consistenti. Ma attorno alle resistenze di 1,62 per EUR/CAD si era capito che si stava sviluppando una fase distributiva da parte del mercato che infatti, alla prima occasione utile, è sfociata in ribasso.

La up trend line che passa da 1,56 dovrebbe rappresentare il punto di ideale sostegno per l’euro. In caso di sfondamento verso il basso l’aumento dell’esposizione al dollaro canadese dovrebbe essere preso in seria considerazione.
Analisi EUR/NOK: focus su zona 11
EUR/NOK è un altro di quei cross valutari che hanno visto premiato il fattore intermarket Forex-Oil. Essendo uno dei più grandi estrattori di gas e petrolio, la Norvegia sta beneficiando di un doppio fattore. Ricavi in aumento, ma anche tassi di interesse decisamente più elevati rispetto all’Europa e che non verranno probabilmente tagliati nel 2026 vista la resilienza dell’inflazione.

Il mercato ha immediatamente virato al ribasso su EUR/NOK dopo aver testato per diversi mesi la zona di resistenza di area 12. A questo punto siamo passati dalla parte alta a quella bassa del range. Teoricamente qui andrebbe preso profitto sulla valuta norvegese visto che in zona 11 il minimo del 2023 ha praticamente dato il via a questa lunga fase di consolidamento. Dovesse cedere però il supporto i prossimi obiettivi sarebbero da posizionare ben più in basso, tra 10 e 10,2.
CAD e NOK sembrano comunque essere due valute che potrebbero stupire se il conflitto con l’Iran dovesse prolungarsi e produrre eventi sorprendenti sul fronte delle forniture di greggio nel breve termine. Due valute in questo momento ancora da mantenere in portafoglio come hedge contro futuri rischi non contemplati dal mercato.