Una settimana decisamente turbolenta quella che si è andata a chiudere sotto il profilo geopolitico, con lo scoppio della guerra in Iran, a causa degli attacchi congiunti di Stati Uniti ed Israele, che ha fatto scattare diverse prese di profitto sulle valute emergenti protagoniste di importanti rivalutazioni nei periodi precedenti.
Il carry di rendimento in questi casi offre un minore appeal a causa di una aumentata percezione del rischio recessione o comunque di aumento dell’inflazione. E questo porta a fasi più sfavorevoli per le local currency.
Tra le valute che si erano rese protagoniste di corposi guadagni nei mesi scorsi ci sono lo zloty polacco e il rand sudafricano, oggetto di realizzi anche contro un euro non certo pimpante. Non direttamente coinvolti nella questione bellica con l’Iran a livello geografico, ma spettatori interessati in quanto grandi consumatori di petrolio o comunque economie fortemente dipendenti dal ciclo economico globale, Sud Africa e Polonia rischiano comunque di subire importanti conseguenze economiche.
EUR/PLN: resistenza dinamica sotto i riflettori
Per quello che riguarda il cross EUR/PLN il rimbalzo è maturato dopo la decisione della Banca centrale di tagliare comunque i tassi al 3,75% e ciò nonostante il rischio di una nuova fiammata inflazionistica. Il mercato teme di ritrovarsi su una currency a rendimento reale negativo, ed ha approfittato del momento di volatilità e percezione del rischio più alta per passare alla cassa dopo i guadagni dei mesi scorsi. Adesso il cross sta andando ad interessare i massimi della primavera 2025 posizionati poco sotto 4,3.

Dovesse esserci un cedimento di questa resistenza che da dicembre 2024 contiene le spunte di EUR/PLN, saremmo di fronte ad un cambio di tendenza che consiglierebbe l’uscita dal long PLN, a quel punto decisamente meno interessante in chiave strategica e alternativa all’euro.
EUR/ZAR: attenzione al long su ZAR
Passando a EUR/ZAR, la debolezza del rand si incastra in una correlazione storicamente molto stretta tra volatilità delle Borse e rand. Una dipendenza che affonda le sue radici nelle caratteristiche di economia fortemente dipendente dalle materie prime e di conseguenza da una domanda globale che il conflitto bellico in Iran potrebbe rallentare.
EUR/ZAR è andato a sfiorare il minimo di fine 2024 dalle parti di 18,5, prima di mettere in archivio una settimana con un rialzo che ingloba ben otto settimane precedenti di ribasso. Candela nota come bullish engulfing pattern che mette in discussione il ribasso cominciato post Liberation Day e che rende opportuna qualche misura prudenziale sul long ZAR.

Probabile che la prossima fase di EUR/ZAR, se accompagnata da un persistere della volatilità, si orienti verso la parte alta di quello che potrebbe essere un ampio range dominante nei prossimi mesi. Quindi zona 21/21,5 rappresenterebbe un obiettivo, certamente ambizioso, che prenderebbe forma in caso di spiccata negatività dei mercati. L’aumento dell’esposizione al rand a questo punto è consigliato solo al di sotto di 18,5.