Mese di maggio che grazie al rialzo del prezzo del petrolio vede ancora protagoniste le oil currencies mentre subiscono delle pressioni in vendita quelle più dipendenti dalle importazioni di greggio, seppur in misura più moderata rispetto ad aprile con il mercato che comincia a sperare in un accordo e conseguente definitiva tregua tra Iran e USA.
Tra le divise migliori del mese di maggio spicca il rublo russo, che con un guadagno del 6% rende la valuta di Mosca la migliore contro euro da inizio anno, con un +10% che supera il +9% di corona norvegese e real brasiliano. Guarda caso tutte valute che hanno stretti legami con la produzione di oro nero.
E la corona norvegese è stata anche la migliore a maggio tra le valute del G10 con un guadagno di quasi il 2%. Universo G10 che vede l’euro praticamente perdente su tutti tranne che verso la corona svedese, che ha subito una leggera perdita a causa di un’inflazione in deciso raffreddamento e che fa pensare ad una politica monetaria probabilmente dovish nei prossimi mesi.
Forex: per lo yuan una sponda dall'incontro Trump - Xi
Recuperi del 1% per dollaro americano, yen giapponese e franco svizzero a conferma di un generalizzato ridimensionamento dell’euro, penalizzato da caro energia e riduzione delle prospettive di crescita.
Nel mondo emergente, rublo a parte, spicca il segno più dello yuan cinese che guadagna quasi il 2% dopo l’incontro Trump – Xi che pare aver rafforzato il peso diplomatico di Pechino, ma anche la sua forza commerciale. L’inflazione inoltre è tornata vivace lasciando intendere che sui tassi il minimo è stato visto e che la deflazione sta abbandonando la Cina.
Bene anche commodity currencies come il rand sudafricano e il peso messicano, mentre la lettera è prevalsa sul won sudcoreano, la rupia indonesiana, la lira turca e la rupia indiana. Tutte rappresentative di Paesi fortemente dipendenti dall’andamento del prezzo del greggio e le stesse valute che perdono da inizio 2026 tra il 4% e il 5% contro euro.
Mese di maggio più fiacco per una commodity currencies come il dollaro australiano che comunque sta vivendo un 2026 all’insegna della positività con un guadagno di oltre il 7%.
Occhi puntati ora al mese di giugno. La speranza è che si raffreddi la corsa dei prezzi dell’energia, ma attenzione anche ai meeting di politica monetaria di Fed, la prima di Warsh (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026), e della BCE. Future manovre di rialzo dei tassi potrebbero provocare scossoni importanti su un mercato forex dove rimane debolissimo un peso massimo come lo yen dal quale si attendono news di aumento del costo del denaro da parte della BoJ nel tentativo di frenare inflazione e svalutazione.