C’è un Paese emergente che è ricco di materie prime e non di petrolio. Per estrarre quelle materie prime serve tanta energia, soprattutto gas e petrolio appunto. Quando la crescita del prezzo, soprattutto del greggio, è causata da uno shock di offerta e non di domanda è evidente che l’economia di quel Paese soffre. Questo Paese emergente è il Sud Africa e negli ultimi tempi ha visto qualche dato macroeconomico non felicissimo e una vicenda politica che potrebbe causare instabilità nei prossimi mesi.
Cominciamo da quest’ultima situazione chiamata “Farmgate”. In pratica la Corte Costituzionale del Sudafrica ha riaperto di recente fa la procedura di impeachment contro il presidente in carica Cyril Ramaphosa. La Corte ha definito "incostituzionale" e invalido il voto del 2022 con cui il Parlamento aveva archiviato l'inchiesta aperta al tempo su uno strano ritrovamento di una cospicua somma di denaro contante all’interno della fattoria del Presidente.
Un fattore che certamente innervosisce investitori che ora guardano alla Banca centrale e ai dati economici nel timore che si possa innescare un rallentamento economico.
Sud Africa: preoccupa l'andamento della disoccupazione
I tassi di interesse sono arrivati al punto di minimo come dichiarato dalla SARB, la Banca centrale del Sud Africa. L’inflazione poco sopra il 3,1% potrebbe subire degli aumenti nei prossimi mesi a causa degli effetti diretti e indiretti provocati dalla guerra Usa-Iran, quindi serve una politica monetaria guardinga. I tassi attualmente sono fermi al 6,75% e sono ritenuti adeguati (per ora) dalla SARB aiutando in questo il rand vista la remunerazione reale tuttora molto interessante offerta dalla carta sudafricana.
Ma qualche dato macro comincia a preoccupare. La disoccupazione a sorpresa è salita di oltre un punto percentuale al 32,7%. Siamo al quinto anno consecutivo sopra il 30%, uno dei tassi più alti al mondo. Conforta invece il dato della produzione manifatturiera, salita dello 0,9%, ma rimane un problema di domanda interno molto serio che, il combinato disoccupazione e alta inflazione, rischia di aggravare se i tassi dovessero salire di nuovo.
Tassi fermi? oiuouioiuouiiuo
Probabile quindi una lunga stabilità nel costo del denaro e questo al mercato piace meno con il rand vittima di qualche presa di beneficio negli ultimi giorni. Per ora nulla di clamoroso, ma USD/ZAR dopo aver chiuso un doppio massimo con la violazione di 17,15 ha accelerato fin sotto a 16 prima di un pull back sui precedenti supporti ora resistenze.

Considerando che gli obiettivi verso il basso sono decisamente più ambiziosi, sarà interessante vedere cosa succederà in caso di ritorno in area 17, per ora da considerare zona short di USD/ZAR. Trade questo che sarebbe anche vantaggioso in termini di carry trade nonostante i tassi americani non così bassi. Stop loss rigoroso da fissare a 17,30. Se ci fosse un ritorno su questi livelli il contro rally del dollaro avrebbe effetti molto negativi sul rand, probabilmente a causa di una recessione globale in arrivo.