In una settimana densa di appuntamenti con le Banche centrali protagoniste, Fed e BCE in primis, anche il Giappone offre il suo contributo con l’atteso meeting che doveva chiarire l’indirizzo della politica monetaria nipponica. Nessun aumento dei tassi, se ne riparlerà probabilmente a giugno e sole se l’inflazione tornerà a puntare a salire sopra quota 2% (Calendario riunioni BoJ 2026: i meeting della Bank of Japan).
Il board della BoJ (Bank of Japan) si è spaccato in modo inaspettato con tre dei nove membri che avrebbero voluto un aumento di 25 punti base. Evento che si può definire storico sotto questo punto di vista.
Nell’Outlook economico annuale sono state riviste al ribasso le previsioni di crescita del Giappone (+0,5% nel 2026 rispetto a 1%) e al rialzo quelle di inflazione ben oltre il 2% (2.8%) anche per il 2027 e 2028. Un’ammissione di ciò che la BoJ aveva negato fino ad oggi, ovvero che la variazione sui prezzi al consumo sopra il target è un qualche cosa ormai considerato strutturale.
USD/JPY: la BoJ scende in campo
Ad arginare il calo dello yen giapponese causato da tassi reali ampiamente negativi e un cap sulla parte lunga dei rendimenti messo dalla stessa BoJ per evitare una fuga in avanti dei tassi, ci ha pensato nella giornata di giovedì la stessa Banca centrale muovendo pesantemente il cambio del 2% con un intervento di acquisto di Yen a mercati aperti.
Mossa temporanea e dai costi non indifferenti. Visti i precedenti dubito però che potrà invertire la tendenza. Quanto meno servirà per raffreddare una febbre che aveva riportato USD/JPY sopra 160. Almeno temporaneamente.
Tecnicamente per USD/JPY l’allontanamento di quattro figure dalla barriera di 160 porta il cambio esattamente sulla up trend line che guida il bull market da aprile 2025. Tra 155 e 155,5 si gioca la partita.

Se le misure interventiste dei giapponesi avranno efficacia qui si dovrebbe assistere ad uno sfondamento che in prima battura porterebbe in area 152, il doppio minimo di gennaio-febbraio. In caso contrario il sacrificio sul mercato forex si sarà rivelato vano. Un trader che gioca sullo stretto qui potrebbe tentare di andare a vedere le carte tornando long di USD/JPY e fissando lo stop sotto 155.