Il grafico di GBP/USD è un classico esempio di mercato che ha raggiunto un suo equilibrio e ora attende notizie sostanziose prima di abbandonare il trading range.
Le Banche centrali in questo caso hanno una grande responsabilità nello spostare gli equilibri. In realtà l’ultimo meeting di politica monetaria di Fed e BoE è stato una specie di fotocopia. Sia tra i membri della Federal Reserve che della Bank of England ci sono stati tre membri dissenzienti che alla staticità dei tassi di interesse avrebbero preferito un aumento per fronteggiare il fenomeno inflazionistico prossimo venturo.
Non sono tanto differenti le scelte di Fed e BoE e questo andare a braccetto lo ritroviamo anche nel differenziale di tasso tra UK e America con circa 30-40 punti base a favore dei Gilt inglesi ancora a ridosso del 5% di rendimento a scadenza.
L’instabilità politica, le dimissioni di Starmer sono ancora fresche, ma anche una crescita economica anemica in UK rispetto al treno americano, giustificano un piccolo premio di rendimento che non riesce comunque a scalfire l’equilibrio sul Cable.
Analisi Dollaro e Sterlina: il cable guarda a Fed e BoE
Probabile che dopo agosto le due Banche centrali valuteranno gli impatti della guerra con l’Iran soprattutto sui prezzi dell’energia e a quel punto decideranno se usare le maniere forti contro quello che potrebbe essere un secondo pericoloso giro di inflazione dopo aver debellato con scelte corrette politica monetaria gli effetti del post Covid.
GBP/USD risente di questa incertezza come dimostra il grafico dell’ultimo anno. Il Cable oscilla tra 1,37-1,38 e 1,30-1,31 in quella che può assomigliare a tante figure tecniche. Di continuazione dopo il rialzo del 2025, oppure di distribuzione considerando che poco sopra, a 1,40, passa la down trend line che guida gli ultimi 10 anni del cambio sterlina-dollaro.

Allargando lo sguardo ad un grafico di ancora più lungo periodo vediamo un Cable che nel 2022 ha toccato i minimi dal 1985, fattore che ha innescato una vigorosa reazione per l’appunto culminata nel trading range attuale. Ma attenzione, questi livelli dal 1986 al 2016, data del referendum sulla Brexit, non erano mai più stati rivisti e questo chiarisce in pieno cosa ha portato la sciagurata scelta del popolo inglese di uscire dall’Europa.
Cosa potrebbe dunque far uscire la sterlina da questa fase? Indubbiamente un riavvicinamento formale alla UE sarebbe un fattore decisivo nel permettere alla valuta inglese di superare le rocciose resistenze che si trova di fronte. In caso contrario si continuerà a navigare a vista senza sostanziali vantaggi di rendimento a giustificare un posizionamento lungo sul Pound. A meno che Fed (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026) e BoE non ci sorprendano a settembre (Calendario riunioni BoE 2026: i meeting della Bank of England).