Con l’aumento dei rendimenti su tutti i tratti di curva delle principali economie mondiali, il divario tra ciò che offrono i bond americani, tedeschi francesi e anche giapponesi, rispetto a ciò che può offrire un’obbligazione in franchi svizzeri è sempre più ampio.
E questo spread sembra cominciare ad incidere anche sulla valuta elvetica, agli occhi degli investitori meno attraente rispetto a qualche mese fa nonostante l’evidente clima di forti tensioni geopolitiche nel Golfo Persico ma anche tra Ucraina e Russia con i relativi aumenti dei prezzi dell’energia.
EUR/CHF e USD/CHF: cosa emerge dai grafici
Se l’inflazione svizzera rimane tiepida e la Banca centrale non muove il costo del denaro attualmente a zero, la divisa svizzera inevitabilmente subisce da settimane un certo disimpegno da parte degli investitori. La cosa è evidente osservando i grafici di EUR/CHF e USD/CHF.
Avevo dedicato al franco svizzero un articolo circa un mese fa in cui pronosticavo una possibile inversione di tendenza (EUR/CHF, siamo all’inversione di tendenza?). Che sembra essere cosa fatta.
Questo l’estratto di quell’articolo che metteva in evidenza dove poteva dirigersi EUR/CHF. “Da maggio 2024 EUR/CHF è in downtrend con una serie di massimi decrescenti che ora sono sotto pressione e che il definitivo superamento di 0,93 potrebbero definitivamente accantonare aprendo le porte ad un rally che in prima battuta porterebbe EUR/CHF più in alto. Dove di preciso? I ritracciamenti tipici di Fibonacci offrono un qualche indizio. Rispettivamente dal 38,2% al 61,8% di recupero della discesa, il range futuro del cross più probabile potrebbe stare tra 0,936 a 0,957 nella migliore delle ipotesi”.
Il grafico del cross EUR/CHF parla abbastanza chiaro, ma lo stesso accade con USD/CHF. La valuta elvetica sembra destinata a perdere ancora terreno.

EUR/CHF ha violato al rialzo la down trend line in essere dal 2024 ed ora punta con decisione le prime resistenza di 0,936 dove i compratori di CHF dovrebbero tornare a farsi vedere. In caso contrario 0,95 è il prossimo obiettivo.
USD/CHF sull’onda della forza accumulata dal biglietto verde nelle ultime settimane ha confermato la realizzazione di una figura di testa e spalla rialzista con un target teorico di figura che sembra portare il cambio direttamente dalle parti di 0,84, zona di prezzo dove si posizionano resistenze importanti e coincidenti con i minimi del 2023 e del 2024. Qui la debolezza del franco dovrebbe esaurirsi temporaneamente.

La sensazione rimane quella di un ulteriore dilatazione nei prossimi mesi del differenziale di tasso tra Paesi del G10 e svizzeri, andando così a sfavorire il franco che probabilmente sarà acquistabile a condizioni più vantaggiose più avanti.