Torna d’attualità la guerra nel Golfo Persico, con USA e Iran che con la ripresa delle ostilità hanno di fatto creato le condizioni per un nuovo blocco di Hormuz e soprattutto per una ripresa nel prezzo del petrolio e del gas naturale. Nel mondo valutario ci sono due divise che servono da hedging contro l’aumento dei prezzi, il dollaro canadese e la corona norvegese.
Per entrambe il vantaggio competitivo di essere Paesi ricchi di questa ora preziosa materia prima, è fattore che spinge il valore della currency nei momenti in cui il prezzo del greggio sale, e li deprime con scenari opposti.
Dollaro canadese alle prese con i dazi
Il dollaro canadese a dire il vero ha finora performato peggio della corona norvegese a causa, oltre che di un’economia più diversificata, anche delle continue tensioni con gli Stati Uniti di Trump sfociati in nuove misure protezionistiche contro i prodotti canadesi come quelle annunciate dal Presidente americano qualche giorno fa.
Misure che rallentano l’economia, ma a quanto pare anche l’inflazione visti i dati più recenti che hanno mostrato prezzi al consumo in crescita di meno del 2%, in linea con il target della Banca centrale (Storia della BoC) che mantiene i tassi di interesse a livelli ancora contenuti.
La corona norvegese sta invece sfruttando un vigore economico dettato da disoccupazione inferiore al 3% e fatturati record grazie a gas e petrolio, ma anche un’inflazione in crescita che preoccupa una Banca centrale (Storia della Norges Bank) che ha di recente annunciato l’intenzione di voler aumentare tassi già ora quasi doppi rispetto a quelli di Eurolandia.
EUR/CAD e EUR/NOK stanno vivendo momenti tecnici interessanti
Il primo cross, dopo aver ripetutamente tentato di sfondare al rialzo la barriera di 1,62-1,65, sembra prendendo una piega ribassista interessante.

Un movimento quello di tentare di superare le resistenze, che da un anno si è rivelato inefficace nascondendo una certa forza da parte dei compratori di dollari canadesi e che nelle ultime sedute sta mostrando una buona vivacità grazie appunto al sentiment negativo sul petrolio. Il break della up trend line da parte di EUR/CAD è un primo incoraggiante segnale per proseguire nel long CAD.
EUR/NOK, dopo un lungo periodo di lateralità sfociato con il break dei supporti di area 11,2, aveva messo a segno un rimbalzo in concomitanza con la tregua nel Golfo e il drastico calo nel prezzo del petrolio. Gli ultimi eventi hanno però riacceso l’interesse per una valuta scandinava che sembra aver chiuso il più classico dei pullback e che ora si avvia ad andare a insidiare i supporti di lungo termine a 10,5.

Per usare una parola che ben si abbina a queste due valute, la benzina per CAD e NOK sembra essere ancora presente nei loro serbatoi.