La decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati in realtà nasconde una netta divisione interna alla Banca centrale più importante al mondo che rischia di mettere in difficoltà l’operato di Warsh nei prossimi mesi. Il board è sostanzialmente spaccato in due, con la metà dei componenti che vorrebbe alzare il costo del denaro a causa di un’inflazione che morde, l’altra metà invece preferisce mantenere l’attuale impostazione prudente.
Per il momento ha vinto la linea di Warsh (che non ha espresso opinioni confermando che non vuole fornire guidance come i suoi predecessori), il neo Presidente messo da Trump che molto difficilmente potrà permettere al tycoon di arrivare alle elezioni di Mid Term con tassi di interesse più bassi. Possibile invece il contrario stando a quelle che sono le previsioni dei mercati post meeting. Un rialzo tra luglio e settembre è contemplato dalle curve swap e questo spiega la forza del dollaro americano immediatamente dopo il FOMC.
EUR/USD: ora focus su 1,12 $
Si guarderanno i dati, ma con produttività e mercato del lavoro ben intonati, il focus è l’inflazione e solo una drastica caduta nelle quotazioni del petrolio e di altre materie prime potrebbe favorire un rapido rientro di prezzi al consumo. Inflazione che prima o poi risentirà degli incrementi a monte della catena produttiva come testimoniato da prezzi alla produzione in ascesa di oltre il 6% su base annua a maggio.
La Fed continua a vedere un ritorno dell’inflazione al 2% nel 2028, ma ha anche rivisto il core PCE a 3,6% nel 2026.La reazione del dollaro alla non decisione della FED è stata positiva con i tassi a breve in salita che hanno trainato il biglietto verde sotto 1,14.
Torna dunque d’attualità su EUR/USD una figura che ho già commentato in precedenti articoli, un testa e spalla ribassista per ora solo potenziale, che sotto 1,14 appunto confermerebbe l’avvio di un periodo decisamente più brillante per il biglietto verde.

Il grafico ci fa apprezzare come il mercato, a parte un brevissimo test di 1,20, ha passato gli ultimi mesi galleggiando tra 1,14 e 1,19.
Se 1,14, neck line della figura, dovesse cedere definitivamente, per l’euro l’ultima speranza rimane quella di una sostanziale tenuta di 1,12, zona di prezzo che nel 2023 e nel 2024 aveva fatto da resistenza. In caso di frattura ribassista l’analisi tecnica suggerisce un obiettivo teorico a 1,08. Obiettivo che verrebbe raggiunto se Warsh dovesse dare semaforo verde al rialzo dei tassi.