L'ultima tornata di trimestrali consegna agli investitori un quadro chiaro: il settore Big Tech non è più un blocco monolitico. Se da un lato Tesla sta tentando una metamorfosi profonda da produttore di auto a fornitore di infrastrutture energetiche e AI, dall'altro Microsoft si conferma il "casello autostradale" obbligatorio per chiunque voglia transitare nell'era dell'intelligenza artificiale.
Tesla: oltre l'auto, l'energia è la nuova realtà
I numeri del Q4 2025 mostrano una Tesla "mista". Nonostante i ricavi si attestino a 24,9 miliardi di dollari, il margine operativo al 5,7% e un utile GAAP di 840 milioni raccontano di un settore automotive che soffre la competizione e la ciclicità del mercato.
Nel 2026, l’azienda metterà fine alla produzione di due modelli, la Model S e la Model X, per concentrare risorse su quelli che Musk indica come i settori chiave del futuro: robot umanoidi, robotaxi e, naturalmente, intelligenza artificiale.
Tuttavia, sotto la superficie, emerge un dato dirompente: la divisione Energy Generation & Storage.
La distribuzione di storage ha toccato i 14,2 GWh nel Q4 e i 46,7 GWh nell'intero anno, spingendo i ricavi del segmento a circa 12,8 miliardi di dollari (+26,6% YoY).
Nonostante un Gross Margin totale del 20,1% (migliore del passato ma ancora sotto pressione) e un utile netto di 840 milioni, l'azienda vanta una solidità finanziaria imponente con 44,1 miliardi di dollari in cassa. Questi numeri confermano che, in attesa della narrativa AI/Robotica, l’energia è l’unico business industriale già capace di bilanciare i rischi del comparto auto.
Il punto di svolta: Tesla oggi è valutata come una piattaforma AI/robotica, ma l'unico segmento che sta già diventando una seconda gamba di business misurabile è l'energia. Storage e Megapack offrono una visibilità contrattuale che l'auto, per sua natura, non può garantire. Se l'esecuzione continua, l'energia "disaccoppierà" Tesla dal rischio puramente automotive.
Microsoft: la "Banca dell'AI" alla prova del Capex
Microsoft chiude il secondo trimestre fiscale 2026 con numeri imponenti: 81,3 miliardi di dollari di ricavi (+17%) e un utile netto di 30,9 miliardi. Eppure, il mercato ha reagito con cautela. Il motivo? La crescita di Azure al 39%, un soffio sotto le aspettative degli analisti.
Il vero dato da monitorare non è solo la crescita, ma quanto costa ottenerla. Microsoft ha riportato Capex trimestrali per 37,5 miliardi di dollari, destinati quasi interamente all'infrastruttura AI.
-
Cloud Revenue: $51,5 mld (+26%);
-
Commercial RPO: $625 mld (un backlog enorme che garantisce entrate future);
-
Il dilemma Azure: il mercato è diventato iper-esigente. Un rallentamento minimo viene percepito come un segnale di allarme, ignorando la scala massiccia su cui Microsoft sta operando.
Insomma, se l'AI cresce, Microsoft incassa. Il rischio nel 2026 non è la richiesta, ma l'intensità di capitale. La domanda è: quanto velocemente i servizi Copilot e l'infrastruttura Azure trasformeranno questi enormi investimenti in ricavi ricorrenti ad alto margine?
Le trimestrali di Microsoft e Tesla in sintesi
Mentre la narrativa AI cattura i titoli dei giornali, la gestione operativa muove realmente i prezzi delle azioni.
-
Tesla si gioca la credibilità sulla capacità di trasformare le promesse di autonomia (FSD/Robotica) in realtà, mentre il business dell'energia fornisce il "paracadute" industriale necessario a sostenere la transizione.
-
Microsoft resta una società stabile grazie al legame indissolubile con il mondo aziendale e alla forte capacità di imporre i propri prezzi sul mercato. La sfida, però, sarà gestire i limiti delle infrastrutture senza ridurre eccessivamente i guadagni nel breve periodo.
Insomma, nel breve periodo, la Borsa guarda ai margini auto e al cash flow per Tesla, e alla velocità di monetizzazione dell'AI per Microsoft. Nel medio periodo, l'energia per la prima e il dominio cloud per la seconda restano i pilastri fondamentali.
Disclaimer: File MadMar.