Il settore dell'intelligenza artificiale sta attraversando una fase di profonda ricalibrazione finanziaria. Nelle ultime ore, due dei principali protagonisti dell'ecosistema, Oracle e Nvidia, hanno delineato strategie divergenti che riflettono sia le enormi necessità di capitale del comparto, sia una crescente prudenza da parte degli investitori.
Il piano da 50 miliardi di Oracle per l'infrastruttura Cloud
Per sostenere la crescita della propria divisione Oracle Cloud Infrastructure (OCI), la società ha annunciato l'intenzione di raccogliere tra i 45 e i 50 miliardi di dollari nel corso del 2026. La strategia di finanziamento sarà bilanciata tra debito ed equity:
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Emissione di bond: Oracle prevede il collocamento di obbligazioni di grado "investment-grade" all'inizio dell'anno;
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Strumenti azionari: il piano include l'emissione di titoli privilegiati convertibili e un programma azionario "at-the-market".
L'obiettivo primario è espandere la capacità necessaria per soddisfare la domanda contrattualizzata di clienti di alto profilo come Nvidia, Meta, xAI e, soprattutto, OpenAI. Tuttavia, il mercato osserva con cautela: il titolo Oracle ha perso circa il 50% dal picco di settembre, penalizzato dai timori per l'elevata esposizione finanziaria verso il modello di business di OpenAI.
Nvidia: dietrofront sul mega-investimento
Parallelamente, il quadro si complica sul fronte Nvidia. Nonostante l'annuncio iniziale di voler investire fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, il CEO Jensen Huang ha recentemente ridimensionato le aspettative.
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Stallo nelle trattative: secondo quanto riportato, il piano originale si sarebbe arenato a causa di dubbi interni relativi al posizionamento competitivo futuro di OpenAI;
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Riduzione della portata: Huang ha confermato l'intenzione di investire "una grande quantità di denaro", ma ha escluso categoricamente cifre vicine ai 100 miliardi precedentemente ipotizzati.
Questa retromarcia arriva in un momento di "nervosismo" per i titoli tech, con gli investitori sempre più focalizzati sui ritorni finanziari reali dell'intelligenza artificiale piuttosto che sui soli annunci mediatici.
Un ecosistema interconnesso
La stabilità di OpenAI rimane il perno centrale: l'azienda guidata da Sam Altman starebbe cercando una nuova tornata di finanziamenti fino a 100 miliardi di dollari, che potrebbe portarne la valutazione a circa 830 miliardi.
Qualsiasi segnale di instabilità nel creatore di ChatGPT rischierebbe di generare un effetto domino sull'intero ecosistema dei semiconduttori e del cloud computing. Le prossime settimane saranno delicatissime e altrettanto importanti per gli investitori che, mai come adesso, hanno bisogno di ritrovare fiducia nel business AI.
Disclaimer: File MadMar.