Il prezzo di Ethereum ha iniziato settembre con un vantaggio evidente sul resto del mercato crypto. Dopo aver oscillato per buona parte della prima metà di agosto tra 1.800 e 1.950 dollari, ETH ha accelerato nella seconda parte del mese e ha archiviato agosto con un rialzo vicino al 30%. Bitcoin ha anticipato il movimento.
Il 19 agosto il Tesoro USA ha annunciato il raddoppio, da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari per operazione, dei riacquisti sui Treasury a lunga scadenza. La misura, che entrerà pienamente in vigore dal 9 settembre, ha raffreddato temporaneamente i rendimenti e dato ossigeno agli asset rischiosi.
BTC ha poi chiuso agosto con un +24% e oggi gravita in quota 78.000 dollari (BTC/USD). Ethereum tratta invece in area 2.440-2.450 dollari (ETH/USD). Il passaggio più interessante arriva dalla forza relativa: il rapporto ETH/BTC è risalito intorno a 0,0315 e nell'ultimo mese Ether ha guadagnato circa il 30% contro Bitcoin. La rotazione verso ETH, quindi, è stata concreta.
ETF Ethereum, 1,60 miliardi in 11 sedute: la domanda spot accelera
Dietro al recupero del prezzo di Ethereum c'è un flusso di capitale che arriva dal mercato regolamentato. Dal 17 al 31 agosto gli ETF spot su Ether quotati negli Stati Uniti hanno registrato 11 sedute consecutive di raccolta positiva per circa 1,60 miliardi di dollari.
Nella settimana chiusa il 21 agosto gli ingressi sono stati pari a 692,6 milioni, saliti a 815,7 milioni nei cinque giorni successivi. Il picco è arrivato il 27 agosto con 225,8 milioni di dollari, la seduta migliore dall'ottobre 2025. Il saldo netto cumulato dalla nascita dei prodotti è arrivato a circa 13,06 miliardi.
Anche gli ETF spot su Bitcoin hanno mostrato una domanda sostenuta, con una striscia di nove giornate positive e oltre 3 miliardi di dollari raccolti prima della battuta d'arresto di venerdì. Gli acquisti sono poi ripartiti lunedì. Per Ethereum il dato pesa ancora di più perché coincide con il recupero di forza relativa nei confronti di BTC.
BitMine compra altri 53.501 ETH e sfiora il 5% dell'offerta
La pressione in acquisto arriva anche dalle corporate treasury. BitMine Immersion Technologies, società quotata al NYSE e presieduta da Tom Lee, ha acquistato nell'ultima settimana 53.501 ETH per circa 131,3 milioni di dollari, il maggior incremento settimanale da giugno.
Le riserve sono così salite a 5.901.112 ETH. Al prezzo di riferimento di 2.511 dollari utilizzato dalla società, la posizione vale circa 14,8 miliardi e rappresenta il 4,9% dei 120,7 milioni di token in circolazione. BitMine è quindi arrivata al 98% dell'obiettivo dichiarato di controllare il 5% dell'offerta di Ethereum.
Gli acquisti proseguono da 65 settimane consecutive. Lee ha inoltre sottolineato che Ether ha sovraperformato l'S&P 500 di 5.430 punti base nel trimestre fino al 28 agosto. Circa l'86% degli ETH detenuti dalla società risulta inoltre messo in staking. La posizione di BitMine ha ormai dimensioni tali da rappresentare un elemento da seguire nell'equilibrio tra domanda e offerta.
Prezzo Ethereum contro il muro dei 2.550 dollari: qui cambia il quadro
Il rally arriva però su un livello tecnico che può decidere la prossima gamba. In area 2.500-2.550 dollari passa la media mobile esponenziale a 100 settimane, attualmente indicata vicino a 2.554 dollari. È una resistenza di lungo periodo che ETH non è ancora riuscito a riconquistare con una chiusura convincente.
Il precedente del ciclo 2019-2020 invita alla prudenza: allora ripetuti fallimenti sulla stessa media precedettero una correzione più profonda. Il confronto non implica che la storia debba ripetersi, ma rende l'area centrale per il trading.
Una chiusura settimanale sopra 2.554 dollari indebolirebbe lo scenario ribassista. Al contrario, un nuovo rifiuto tra 2.500 e 2.550 seguito dalla perdita della EMA a 20 settimane, oggi vicina a 2.113 dollari, riaprirebbe spazio verso 1.500-1.550 dollari. La mappa delle liquidazioni segnala inoltre circa 3,79 miliardi di dollari di posizioni long esposte in caso di discesa verso 1.760 dollari.
Dopo un agosto da record, il prezzo di Ethereum arriva così al primo vero test di settembre: la domanda istituzionale continua a spingere, ma sopra i prezzi attuali passa una resistenza che i compratori devono ancora dimostrare di saper superare.